Repubblica - Piccole schermaglie di una vigilia testa: i particolari possono pesare sotto forma di alibi o pressioni
11:45
Atto secondo, 20 giorni dopo. Dalla Supercoppa al campionato, dal silenzioso deserto di Doha all’affollata bolgia di Fuorigrotta: dove va in onda stasera (20.45, diretta tv in cinque continenti) la ravvicinata e attesissima replica della sfida tra Napoli e Juve, con l’inevitabile etichetta della rivincita. I protagonisti sono gli stessi, in effetti: al netto di qualche assenza non di primo piano. E simile dovrebbe essere anche la condizione di forma delle due rivali, visto che è passato così poco tempo. Eppure entrambe le squadre hanno i loro buoni motivi per credere (o quanto meno augurarsi) che sarà tutta n’ata storia, complice l’amarcord per il tributo a Pino Daniele. Allegri, per cancellare il brutto ricordo del Qatar, ha infatti sbandierato alla vigilia le sue sicurezze del primo della classe. «Siamo forti e in forma, altro che problemi», ha mostrato i muscoli il tecnico bianconero, raccontando di non aver paura della tradizione negativa degli ultimi 14 anni. «È dal 2000 che non vinciamo su questo campo: lo so bene, ragione in più per fare in modo che sia finalmente la volta giusta». Ancora più solide, però, sono sembrate le motivazioni di Benitez: che si è dato la carica con un’argomentazione concreta, senza doversi aggrappare alle sensazioni del suo collega. «Certo che sarà una partita differente, rispetto a quella di tre settimane fa: stavolta avremo dalla nostra parte il San Paolo, 50 mila alleati decisivi», ha sottolineato l’allenatore spagnolo, chiamando a raccolta con maggiore enfasi del solito i tifosi azzurri. «Ci potranno aiutare e molto: ora hanno capito l’importanza di stare al nostro fianco». In Qatar, campo neutro solamente in teoria, il Napoli giocò di fatto fuori casa: con tutto il pubblico schierato dalla parte della Juventus. Stasera succederà esattamente il contrario, pure per la contestata chiusura del settore “Ospiti”: decisa per motivi di ordine pubblico. Il club di De Laurentiis ha chiarito di non aver potuto e tanto meno voluto interferire sulla dolorosa scelta, che è stata presa in insindacabile autonomia dalle forze dell’ordine. Da Torino, invece, insinuano che la mancanza di collaborazione da parte della società azzurra abbia condizionato la scelta della Prefettura. Piccole schermaglie di una vigilia tesa, in cui anche i particolari possono pesare: sotto forma di alibi, o di pressioni. Delicato il compito che attende l’arbitro Tagliavento, a cui ha offerto la sua collaborazione Benitez. «Tocca a noi allenatori e ai giocatori in campo dare una mano all’arbitro. In Inghilterra nessuno si butta per terra: c’è grande attenzione in particolare sulle simulazioni e pure sulle proteste. Non si creano mai degli assembramenti attorno al direttore di gara per influenzare in qualche modo la sua decisione». Non sarà il Napoli a metterla sulla bagarre, insomma. Rafa è convinto di non averne bisogno, forte del magic moment dei suoi big. «Hamsik è fondamentale, sta facendo la differenza: é un grande professionista con ancora margini di crescita. Higuain deve continuare a segnare e a dare forza a tutti nei momenti difficili». Il tecnico (con Strinic e Gabbiadini in rodaggio e all’inizio in panchina) ha speso però una parola in più per Britos: terzino per necessità. «Deve avere l’aiuto dei compagni e della gente ». Tutti per uno e uno per tutti, come a Doha: ma stavolta c’è anche il San Paolo.

