Il Roma - Gioca poco, ma segna tanto: se questo Zapata non è da considerarsi un campioncino...

Notizie ico calendario ico orologio20:10 fonte : Scotto - Il Roma

Come vincere le diffidenze. Con pochissimi mezzi, praticamente senza parole e con davanti un campione come Higuaìn. Le premesse per fare male c’erano tutte: Duvan Zapata è arrivato in azzurro giovanissimo e con davanti un certo Gonzalo Higuaìn. Non conosceva la lingua, e nemmeno il calcio italiano. Praticamente venire fuori bene da questa situazione era un’impresa titanica. E infatti ci voleva un titano per non essere travolto dalle salite. Duvan Zapata, per l’appunto, è un colosso. Un gigante buono con una forza da titano. Visto con perplessità, anche a causa della sua stazza, sembrava avere tutte le caratteristiche giuste per diventare il classico “pacco” del calciomercato sudamericano. A dargli ipotetiche mazzate l’impossibilità di sperare di contendere il posto a Gonzalo Higuain. Eppure il Napoli ha creduto in lui. Benitez non ha mai fatto una piega. Il minutaggio scarso un dato di fatto. Le opportunità erano rare. Ma Zapata ha dato segnali quasi subito: un super gol in Champions League a Marsiglia nel mese di ottobre del 2013.

QUESTIONE DI FIDUCIA - Poi un lungo vuoto, fatto di qualche apparizione e poco altro. Non certo veloce e tatticamente non brillante. La diffidenza che montava, le ipotesi di cessione a gennaio. Neanche per idea: il Napoli ha tenuto duro. Zapata rimase per crescere in azzurro e mostrare il suo valore, anche giocando pochissimo. E i frutti si raccolsero a primavera, quando arrivò la seconda rete stagionale in Europa League e sei giorni dopo ancora in campionato, debuttando al ballo del gol con una doppietta al Catania. In effetti Duvan è fatto così: gli piace fare le cose bene, anche strafare. Perché no. Da lì una lenta ma costante ascesa che lo portò a segnare di nuovo nelle ultime due giornate: alla Sampdoria e al Verona nell’ultima giornata. Ancora una doppietta. Alla fine furono cinque i gol in campionato. Non male per uno che nella prima metà della stagione non si era visto e che ha giocato appena 574 minuti in campionato.

POCHE SICUREZZE - Ma le sicurezze erano fragili: la scorsa estate il copione si è ripetuto: si parlava di una cessione per permettergli di maturare. Magari, perché no, in prestito. Il Napoli, invece, non è stato dello stesso avviso. «Non esiste un vice Higuaìn migliore», è stata la versione della società che ha voluto ancora puntare su di lui. Decisione rischiosa perché il tema era sentito. E invece proprio in questa annata è arrivata l’esplosione. Già sette reti segnate tra Europa e campionato: eguagliato il numero di gol della scorsa stagione.

SFRUTTARE LE OPPORTUNITÀ - Ma soprattutto ciò che non è cambiato è il numero di minuti a disposizione. Zapata gioca pochissimo: all’ombra di un Higuaìn giustamente intoccabile, deve aspettare quelle manciate di minuti che Benitez gli concede o le assenze forzate del Pipita, come la squalifica dell’altra sera come il Sassuolo. E Duvanone non si tira indietro: ha accettato di buon grado questo ruolo, adattandosi a fare la riserva e sfruttando come un ossesso anche pochi minuti. Segna praticamente ogni volta che gioca: in rapporto alla quantità di gol ai minuti giocati è anche davanti a Messi. Meglio di lui solo Dost del Wolfsburg e Cristiano Ronaldo. Se non è un campioncino questo... No anzi: in effetti è un "campioncione".

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