Il nuovo Pique e il rimpianto di De Laurentiis, stasera Victor Ruiz incontra la sua ex squadra
13:20
All’età di 27 anni Victor Ruiz è “nel miglior momento della sua carriera”. Lo scrivono in Spagna, dalle parti del “Madrigal”, laddove il centrale si è imposto con impeto dopo troppe stagioni vissute da eterna promessa mai del tutto mantenuta. Chi ne ricorda le (indubbie) qualità nella sua esperienza italiana? Pochissimi, d’altronde fu tanto fallimentare quanto fugace: appena otto mesi. La parentesi azzurra di Ruiz è un ponte che va da gennaio ad agosto del 2011, un intervallo misero ed insufficiente per poter realmente giudicare un calciatore seguito a lungo e corteggiato per mesi prima del “sì” definitivo.
NUOVO PIQUE’. Lo adocchiò per primo Riccardo Bigon. Era l’estate del 2010 e la cessione in prestito di Datolo all’Espanyol fu il preludio al successivo acquisto del centrale spagnolo. “Il mio più grande rimpianto? Ruiz”, rivelò l’allora ds azzurro commentando la sessione di mercato appena terminata. In realtà il rimpianto si trasformò ben presto in opportunità. Il Napoli lavorò sotto traccia per mesi e raggiunse l’accordo a gennaio sulla base di sei milioni più l’interno cartellino dell’argentino. Ruiz sbarcò a Napoli carico d’aspettative, per nulla timoroso, fiero di quell’appellativo di “nuovo Piqué” che ne rispecchiava fedelmente le qualità ma, parallelamente, lo caricava di eccessive responsabilità data la giovanissima età. Durante un Napoli-Sampdoria, dalla tribuna del San Paolo, Ruiz esibì orgoglioso la casacca azzurra numero “4”. Nei suoi occhi era limpida l’emozione ma anche l’incoscienza tipica di chi ha ambizione e sa di potercela fare.
ESORDIO FLOP. Il debutto di Victor Ruiz in maglia azzurra (24 febbraio) ha uno sfondo non banale: stadio “Madrigal”, ovvero il teatro dove oggi è leader e titolarissimo. Allora, in occasione del ritorno dei sedicesimi di Europa League, il ricordo fu macchiato dall’eliminazione e dalla sua prestazione opaca. Schierato terzo centrale a sinistra, Ruiz - abituato da sempre ad una difesa a quattro - palesò non poche difficoltà, soprattutto nell’uno contro uno, rivelandosi difensore sì roccioso ed elegante, ma forse inadeguato a ricoprire una porzione di campo così vasta, senza sufficiente protezione. L’alibi del “debutto” svanì quando anche le successive gare raccontarono di un difensore lento ed impacciato, troppo promettente e troppo poco pronto per la Serie A. Chiuso da Aronica, sfiduciato dall’acquisto di Britos in estate, a fine agosto Ruiz fu ceduto al Valencia in cambio di otto milioni di euro.
EXPLOIT. A distanza di sei anni, pur avendo tradito (in parte) le aspettative, Victor Ruiz ha individuato il suo posto nel mondo. In estate, dopo una stagione in prestito, è stato riscattato per intero dal Villarreal ed oggi è il vero perno della formazione di Marcelino. Ruiz è il calciatore con più presenze e minuti in stagione (2621). Alle sue spalle tutti gli altri: da Soldado a capitan Soriano. In difesa fa coppia fissa con Musacchio, imposta l’azione con qualità ed è leader d’una formazione imbattuta da undici turni, quarta in campionato ed ora pronta a tuffarsi nuovamente in Europa League.
