Corriere Fiorentino: "Ancora primi, con orgoglio: peccato per due errori di troppo"

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Corriere Fiorentino: Ancora primi, con orgoglio: peccato per due errori di troppo

Eppure questa Fiorentina avrebbe meritato quantomeno il pari. Da Napoli invece che ridimensionati, i ragazzi di Sousa escono con l’amaro in bocca e senza aver visto scalfire le certezze (restano comunque primi dopo il pari tra Inter e Juve) e quella personalità che per almeno un tempo ha messo paura al San Paolo. La squadra c’è, e lo dimostra proprio questa sconfitta arrivata senza demeritare su un campo difficilissimo e solo per due errori (o orrori) dei singoli, che hanno finito per vanificare quanto di buono mostrato fin a quel momento. Già, perché prima che Tomovic restasse imbambolato a guardare la palla passare e Insigne riceverla per poi depositarla in rete con un colpo a effetto, era stata la Fiorentina la squadra più pericolosa. Fino a quel secondo minuto della ripresa i viola avevano legittimato ampiamente il primo posto in classifica. Poi il vento è improvvisamente girato, con una folata improvvisa, quella del Napoli di Sarri che in questo avvio di stagione ha dimostrato di riuscire a fare a pezzi chiunque in pochissimi minuti, cavalcando l’entusiasmo dei tifosi e sfruttando la classe dei propri campioni. Così i viola si sono improvvisamente trovati a rincorrere per la prima volta in questa stagione (non erano mai passati in svantaggio) proprio nel momento in cui Sousa è stato chiamato a inventarsi qualcosa visto anche il quasi immediato infortunio di Alonso che ha costretto il portoghese a piazzare Blaszczykowski nell’inedita posizione di esterno (con compiti quasi da terzino) sinistro e Tomovic a centrocampo. Momento difficile, con il rischio che il Napoli potesse dilagare. Invece la Fiorentina ha reagito con carattere e soprattutto qualità. Quella del bellissimo scambio di prima tra Ilicic-Kalinic, capace alla prima vera occasione di zittire il San Paolo. Gioia effimera però, durata tre minuti, giusto il tempo per lo stesso Ilicic di perdere una palla sanguinosa sulla trequarti e innescare l’implacabile Higuain, mattatore e match winner di una partita rimasta in bilico fino alla fine quando dopo cinque minuti di recupero il San Paolo ha salutato a lungo la vittoria degli uomini di Sarri, proprio come merita una grande impresa. Proprio questo, insomma, una volta passata l’amarezza del risultato resterà negli occhi dei mille tifosi viola arrivati fino a Napoli, tra cui anche Diego Della Valle che ha pranzato con la squadra e si è confrontato con Paulo Sousa. Già, il portoghese, anche per lui quella di Napoli è stata una prova del nove. Contro un allenatore meticoloso come Sarri, ne è venuta fuori una partita a scacchi, con tanta tattica e attenzione anche ai più piccoli particolari. Per questo quando il Napoli ha trovato «la mossa del cavallo», con quel filtrante di Hamsik in grado di scavalcare le linee, il gioco si è aperto e l’inerzia della gara ha iniziato a tirare dalla parte dei partenopei. Per arginare la marea napoletana allora Sousa ha provato a cambiare le carte in tavola, a rendere più offensiva la sua Fiorentina, buttando dentro Ilicic per uno spento Bernardeschi e poi inserendo anche Babacar per Tomovic. Mosse che avrebbero anche funzionato se Ilicic non ci avesse messo del suo anche in negativo e se il Napoli non avesse avuto campioni in grado di far male alla minima distrazione. Sconfitta dunque, si interrompe così una serie positiva che in campionato durava dalla seconda giornata. Con i viola che comunque restano ai vertici della classifica, mentre le altre pretendenti sono ancora alla ricerca di se stesse. Domenica contro la Roma al Franchi, Borja Valero e compagni avranno subito l’occasione di dimostrare di essere ancora una delle squadre da battere. E di aver compiuto quel salto di qualità che una sconfitta non può certo scalfire. Perché imparare a vincere significa anche saper assorbire i colpi degli avversari, anche quelli che fanno più male. Come i due pugni nello stomaco arrivati al San Paolo. Alla fine di una partita fra due grandi squadre

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