C'è il Napoli, Inzaghi alza la voce: strigliata del tecnico dopo il Genoa
12:30
La sfida con Benitez, allenatore del Liverpool nella serata della doppietta in finale di Champions ad Atene nel 2007, smuove emozioni nei ricordi di Inzaghi: «È stato il momento più bello della mia vita», dice l’allenatore del Milan che nel posticipo di San Siro affronta il Napoli guidato dallo spagnolo (nel 2005 a Istanbul l’ex bomber era in tribuna infortunato). Il cortocircuito tra il pensiero dolce del successo di sette anni fa e l’amarezza per la sconfitta subita col Genoa domenica scorsa alimenta un certo fastidio nelle parole di Inzaghi: «Per la prima volta, nel corso di questa settimana, mi sono arrabbiato con i giocatori perché non possiamo perdere punti come successo a Marassi. Sarebbe grave se anche col Napoli non ci fosse rabbia agonistica. È l’occasione giusta per fare una partita da grande Milan». Inzaghi deve tentare una mediazione tra le difficoltà della squadra e le ambizioni di Berlusconi che continua a parlare di 3° posto: «Probabilmente non siamo ancora in grado di fare questo salto. La società è unita. Vogliamo tornare grandi. Il presidente è una persona intelligente, sa che ci vuole un po’ di pazienza. Faremo grandi cose, ma non vogliamo illudere nessuno. Non so quanto tempo ci vorrà. A me non piace fare proclami, ho sempre parlato con i fatti». Così prova a mettere in fila una serie di dati per smentire voci poco gradite: «Non è vero che Muntari ha fatto un intervento killer su Van Ginkel. Un’entrata dura, ma non cattiva. Altrimenti sarebbe già fuori rosa. Non mi piacciono le chiacchiere da bar. Non capisco le critiche sulle modifiche di formazione. Le faccio per gli infortuni. Rudi Garcia l’ha cambiata 20 volte. E non esageriamo sulla questione dei gol da calcio d’angolo. Abbiamo subito 5 reti su 71 corner. Rientra nella media del campionato ». Ma sarà introdotto qualche accorgimento nell’approccio difensivo sulle palle inattive (il leggio della sala delle riunioni tecniche è sempre aperto su quella situazione tattica): «Serve soprattutto più attenzione» chiede Inzaghi. Benitez ritroverà Torres seduto in panchina. L’ex tecnico dei tempi belli di Liverpool incita il Niño. «Può fare bene ovunque », dice lo spagnolo che pretende di più da Higuain: «Deve capire che è il giocatore più importante del Napoli. Una bandiera che deve trascinare i compagni. Non cerco vendette con Inzaghi. Ad Atene era un attaccante, adesso è un allenatore».

