"Allenatore alleato di salute", l'oncologo che ha coinvolto Allegri: "Ecco perché riesce ad entrare nella testa delle persone"

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Allenatore alleato di salute, l'oncologo che ha coinvolto Allegri: Ecco perché riesce ad entrare nella testa delle persone

Il commento su Allegri

Ultime notizie SSC NapoliL'edizione oggi in edicola de Il Mattino racconta di un Allegri vincente anche fuori dal campo: Max è infatti figura centrale nel progetto "Allenatore alleato di salute" per i corretti stili di vita dei giovani, promosso dalla Fondazione Foce, creata da oncologi, cardiologi ed ematologi durante il lockdown sei anni fa e presieduta dal professore Francesco Cognetti.

L'oncologo Cognetti racconta l'apporto di Allegri:

«Quando ci siamo posti i problemi dell'abuso di fumo e alcol e dell'obesità, purtroppo sempre più diffusi, abbiamo chiesto ai giovani quale potesse essere un valido interlocutore su queste importanti tematiche. E la risposta è stata quasi unanime: il mio allenatore. Più di un genitore e di un insegnante, il tecnico della loro squadra di calcio, basket, pallavolo come punto di riferimento. Abbiamo dunque coinvolto Allegri anche perché precedentemente aveva partecipato ad alcuni eventi della Fondazione insieme contro il cancro. E il risultato è stato quello a cui aspiravamo. Negli incontri con i ragazzi, anche quelli del camp estivo a cui Max annualmente partecipa a Livorno, vi è stato subito grande interesse».

Max Allegri riesce ad entrare nella testa di chi lo ascolta.

«Perché adopera un linguaggio easy, trovando anche la maniera di sorridere quando trasmette messaggi importanti. Parla in modo semplice e diretto, ecco perché riesce a stabilire una connessione con i giovani, esattamente come accade nella sua professione. È estroverso e questo viene apprezzato. Non soltanto dai ragazzi ma ad esempio anche negli incontri che abbiamo avuto anni fa con i clinici in occasione di alcuni convegni. Abbiamo coinvolto nel progetto "Allenatore alleato di salute" altri tecnici, come Roberto Mancini e Claudio Ranieri. E negli ultimi mesi abbiamo sviluppato progetti con la Uefa, grazie alla sensibilità del manager Michele Uva, con la Fondazione Milano-Cortina in occasione dei Giochi olimpici invernali e il Coni. Lavoriamo anche con varie federazioni su questa preoccupante problematica: se non si hanno corretti stili di vita, c'è un altissimo rischio di malattie cardiologiche e oncologiche», sottolinea il professore Cognetti.

E sull'arrivo a Napoli di Allegri, l'oncologo dice la sua:

«Da catanzarese, credo che la prima esperienza di Max al Sud sarà positiva anche sotto l'aspetto umano proprio per questa sua capacità di creare empatia, come ho potuto constatare in questi anni durante gli incontri con i ragazzi. È stato utile per loro ascoltare la sua esperienza da calciatore e da allenatore, in cui ha sempre attribuito una parte importante al divertimento che deve essere la base per i giovani che fanno sport, unita appunto a comportamenti che li tengano lontani dal fumo, dall'alcol, dagli abusi in generale e nel rispetto di una sana alimentazione. Al fianco della nostra fondazione c'è da sempre il presidente del Napoli De Laurentiis».

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