Turrini: "Quell'anno con Allegri al Napoli fu un anno infelice, da allenatore non mi fa impazzire"

Le Interviste ico calendario ico orologio20:58  
Turrini: Quell'anno con Allegri al Napoli fu un anno infelice, da allenatore non mi fa impazzire

Turrini ricorda Allegri al Napoli da giocatore

Ultimissime Calcio Napoli - A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto l'ex calciatore Francesco Turrini:

"Come fu quella stagione al fianco di Massimiliano Allegri? Quell'anno con Allegri al Napoli fu un anno infelice. Anche da giocatore Max era dotato di ottima qualità, di grandissima personalità. Nel Pescara era stato leader, nel Napoli non è riuscito a esprimere le sue qualità. Speriamo bene, sono sincero.

Allegri allenatore non mi fa impazzire. Delle volte, nelle squadre dov'è stato, non è riuscito a esprimere il calcio propositivo. Vedremo, sono curioso di vederlo in un ambiente come Napoli. Non è facile arrivare dopo Conte, fare meglio significa vincere il campionato o Champions League. C'è una grande attesa e il rispetto per tutta la sua carriera da allenatore.

Dissing tra De Bruyne e Conte? Qualche cosa in più da De Bruyne ci si poteva aspettare. Ha cambiato tanti ruoli, se un giocatore è forte, è forte ovunque. Parlare a fine stagione, alla fine di un percorso, non è stato bello. Penso che avrebbe potuto dare di più al Napoli. Si aspettava sicuramente qualcosa di più.

Si disperde il talento dei giovani: come mai? Questo discorso lo sento ogni anno. Se le società non si mettono in testa di investire nei settori giovanili, quindi nelle strutture, è impossibile lavorare su un potenziale campioncino. Se vai all'estero a vedere quanto investe il Bournemouth e fai paragoni con alcune squadre italiane, inutile parlarne. I ragazzi forti ci sono, vanno aiutati nella loro crescita iniziando dalle strutture. In Italia, strutture di livello ci saranno 2-3, al massimo 4. E poi bisogna aggiungere che giocatori del 2006/07 o addirittura 2009, in Italia non si vedono. Se si va avanti così anche al prossimo Mondiale si rischia. I calciatori alla Totti, Del Piero, Baggio non escono sempre. Però i ragazzi forti ci sono. Poi aggiungiamo che ci sono allenatori che a livello nazionale, nelle giovanili, fanno poi doppio lavoro perché sono sottopagati. Al Sassuolo avevo Scamacca, Raspadori, avevano grandissime qualità.

Quando penso a Napoli penso al calore della gente, al tifoso. Ai posti meravigliosi. All'attaccamento per la maglia. E quanto di differente ci sia di giocare a Napoli con un'altra città: Napoli è una città meravigliosa"

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
Back To Top