Pedullà attacca: "Questa è la peggior versione di Conte, doveva dire: è colpa mia! ADL gli ha dato tutto ciò che voleva dal mercato"

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Ultime news SSC Napoli: Alfredo Pedullà attacca Conte dopo la sconfitta col PSV

Alfredo Pedullà attacca così Antonio Conte dopo le dichiarazioni di ieri, attraverso il suo canale Youtube, nel giorno dopo PSV-Napoli:

"Sinceramente la conferenza di Antonio Conte, quello che ha detto ieri dopo la debacle, l'umiliazione che non si può, sinceramente non si può, io non l'ho capita molto e lo dico con la premessa che devo fare. Io apprezzo molto Conte come allenatore, fin quando Conte fa l'allenatore, fin quando non arriviamo al secondo anno e mezzo o terzo anno di sua gestione, perché poi lì comincia a saltare il banco. Ma ad Antonio Conte vorrei dire che intanto i napoletani sanno sinceramente, lui dovrebbe saperlo, se vengono presi per il puntini sospensivi o se non vengono presi per il... lo sanno da soli: vivono di pane e pallone da sempre e non hanno bisogno di secondo me di segnalazioni e di raccomandazioni, ma mi è sembrato un modo per sviare rispetto a una sconfitta che quando tu prendi sei gol ad Eindhoven, non giocando, esponendoti a queste umiliazioni, senza correttivi e con una squadra allo sbando, bisognerebbe soltanto dire quello che ha detto Lang, l'ex di turno. Ovver siamo stati praticamente vergognosi. Punto e basta.

Se poi ci dobbiamo arrampicare, viene fuori, secondo me, e lo dico con grande rispetto, la peggiore versione di Antonio Conte, quello che non sa perdere, quello che piange, quello che si arrampica su discorsi che non c'entrano: ha dei precedenti perché l'Europa, purtroppo, per Conte, non ha dato fin qui dei riscontri in carriera per come avrebbe voluto e sono stati spesso dei ceffoni. Quando perdeva con l'Inter faceva la stessa cosa, se ricordate, e questo l'ho segnalato nelle ultime ore, e diceva: "che volete che sia Barella adesso, fino a pochi mesi fa giocava nel Cagliari" oppure "Sensi fino a pochi mesi fa giocava nel Sassuolo". Secondo me, caro Antonio, lo dico sinceramente, è un modo sbagliato di interpretare le cose, anche perché: tu sei l'unico allenatore del Napoli che ha avuto tutto, tutto, perché l'anno scorso dopo la sconfitta di Verona, ti hanno fatto tutti gli acquisti che avrebbero dovuto farti e che forse ti hanno fatto con un po' di ritardo che li aspettavi prima, ma quella sconfitta è servita per accelerare, per chiudere le operazioni che erano state impostate, per prendere addirittura anche Gilmour e per farti il mercato su misura.

Ma quest'anno, quest'anno, siccome ormai sono due-tre settimane che Antonio Conte batte su questo tasto, ma gli hanno preso tutto quello che lui ha voluto! Non hanno lesinato alcun tipo di energia dal punto di vista dell'aspetto economico, hanno aperto la cassaforte, hanno detto: "Cosa vuoi? Cashmere? Cashmere. Pullover? Pullover. Smoking? Smoking". Quindi già la sua uscita di un po' di tempo fa, dice "Ma non abbiamo fatto un mercato che abbiamo preso tre o quattro da 50-60 milioni, ma ne abbiam presi 6 da 20". E ho capito, ma su ogni cosa c'è stato il tuo avallo e se non c'è stato il tuo avallo, cosa che io non penso sinceramente, dovresti spiegare cosa non ti va e cosa ti va. La verità vera è che Antonio Conte è rimasto a Napoli perché voleva fare la Champions, ha avuto la promessa di questo grande mercato. Quando tu perdi ad Eindhoven e ti casca la faccia per terra, non c'entrano niente altre cose perché sembrano anche quelle delle grandi arrampicate. Devi dire che una squadra, anche se si presenta con 7/8 della scorsa stagione più tre Primavera, faccio un esempio, come se non avesse fatto il mercato, non può fare una figuraccia del genere. Non può, sarà l'umiltà, sarà la cazzimma, le solite parole che si mettono dentro quando... Ma sarà anche un modo interpretato di vedere la partita. Il PSV ha fatto quello che ha voluto, avrebbe potuto fare altri due gol. Evidentemente è una squadra che quando incontra le italiane si esalta, ma un conto è esaltarsi, un conto è consegnarsi, un conto è subire la giocata di qualche talento, un conto è aprire le porte senza un perché. In quest'estate, o meglio nell'estate che è appena trascorsa, Conte credo sia stato l'unico allenatore al mondo che nel momento in cui ha perso Lukaku, un'altra società avrebbe detto: "Amico mio, aspetta un secondo, frena che qui abbiamo speso già un bel po' di soldini". E gli hanno presi in 10-12 giorni Hojlund spendendo 50 milioni.

Ora Hojlund ieri non c'era, Luca ha deluso, ma è l'idea di squadra per come si è presentata che esula e va oltre il mercato. Il fatto che poi se Conte parla di situazioni di spogliatoio secondo me, o le racconta o è meglio non citarle. Ma questa idea di trasformare ogni sconfitta, soprattutto europea in un pianto, in una segnalazione, in un'arrampicata, in un voler dire: "Guarda che io l'avevo detto", non c'entra assolutamente nulla. Il Napoli queste figuracce non le può fare, anche se gioca, ripeto, con il centrocampista della Primavera e il difensore centrale. Beukema? Il Napoli l'ha bloccato, l'ha seguito fin da marzo, come vi ho raccontato quando forse neanche Beukema sapeva di questa trattativa e gli ha speso quei soldi. Certo che ti manca Rrahmani, ma ti han preso delle alternative. È normale che tu voglia giocare con Rrahmani, ma se ti hanno speso dei soldi per Beukema, se De Bruyne diventa un problema, se Noa Lang ha bisogno di tempo e qui son tutti i soldi che sono scivolati e sono stati spesi 140, 150, 160 milioni. Io vorrei che dopo una sconfitta, soprattutto dolorosa, ci fosse un sentimento tale da attribuirsi responsabilità senza cercare altre motivazioni. E ieri, per questo credo che Conte abbia voluto sviare. E chiudo dicendo che a Napoli, come ho premesso all'inizio, sono talmente abituati a sviscerare qualsiasi momento, a capire in anticipo come funziona, che nessuno si sente preso in giro per il c... Puntini sospensivi, perché comunque il mercato, se ti va bene ad agosto, non può essere sbagliato a fine ottobre. Sempre lo stesso mercato è! E se il mercato lo abolisci, hai il dovere di andare a giocare delle partite dignitose. Ecco perché io ho apprezzato di più quello che ha detto Noa Lang, piuttosto che le ricostruzioni dell'allenatore che, ripeto, resta un grande allenatore, tanto di cappello, ha vinto uno scudetto ed è l'allenatore che riesce ad attecchire il primo anno, ma che quando poi c'è una situazione extra large di impegni, purtroppo non è come prima, ma purtroppo le spiegazioni non sono delle spiegazioni, secondo me, in linea con quello che un allenatore dovrebbe raccontare.

A me interessa capire come mai tecnicamente o tatticamente il Napoli ieri sia stata una squadra non all'altezza del blasone di Antonio Conte. Perché ha fatto, tra virgolette, ridere così, perché ha imbarcato acqua, perché non ha avuto una reazione, perché la difesa sembrava la banda del buco. Non c'entra il mercato. È una partita che non si può perdere così. E quando perdi in questo modo non si possono fare degli sconti. A un allenatore dici in un modo, all'allenatore dici in un altro. Se ti sta simpatico, se ti sta antipatico, che questo è il criterio ogni tanto, per non dire spesso, di giudizio. Bisogna essere sinceri e sinceramente dico che forse ieri Conte ha perso un'occasione per poter dire: "è colpa mia, non sono intervenuto nel modo giusto. La squadra forse non riesce ad assorbire quelle che sono stati i miei principi assorbiti perfettamente l'anno scorso per una serie di motivi", ma lascia perdere il mercato perché qualsiasi allenatore vorrebbe l'assistenza di un presidente che ha fatto tutto quello che gli ha chiesto il diretto interessato, cioè Antonio Conte".

Alfredo Pedullà
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