Mazzola: "Insigne ultima bandiera in A? Speriamo decide di non andar via, è affezionato a Napoli ma Raiola..."
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Sandro Mazzola, ex bandiera dell'Inter e figlio di Valentino, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni dell'edizione odierna de Il Mattino. Ecco quanto evidenziato da CalcioNapoli24.it.
"Ormai è il mondo che va in questa direzione. Non so chi ci ha portato a tutto questo ma ci siamo arrivati. E il calcio non poteva sottrarsi a questa legge che è dura da accettare, non soltanto per quelli della mia generazione".
Mazzola è stato bandiera e simbolo dell'Inter almeno quanto lo è stato De Rossi per la Roma. Dominavano altre logiche? "No, semplicemente chi ci avviava al calcio educava noi ragazzi secondo principi diversi, che erano appunto quelli dell'orgoglio e dell'appartenenza alla maglia. I Totti, i De Rossi, lo stesso Insigne sono gli ultimi esempi di un forte legame che si stabilisce tra il calciatore e la squadra della propria città".
Nel caso di De Rossi è stata decisiva la volontà del club. Il calciatore avrebbe continuato, è stata la società a dargli il benservito. "E questo fa ulteriormente più male, perché decidi di sacrificarti e di servire per tutta la carriera la divisa dei sogni e poi all'improvviso ti mettono alla porta. Non ditemi che uno come De Rossi avrebbe dato fastidio nella Roma un altro anno".
Non attrae nessuno questo calcio però non si torna indietro. "Il mondo gira e bisogna adeguarsi. I cambiamenti all'inizio non piacciono a nessuno, poi poco alla volta ci si abitua. O si torna indietro".
Proprio gli ultimi due capitani giallorossi hanno sottolineato come avrebbero potuto vincere di più se in passato avessero accettato offerte allettanti. "Purtroppo resteranno come esempi al contrario per le generazioni future. Mi spiego: quale calciatore sarà disposto a restare per sempre in una squadra rinunciando a vittorie e soldi, sapendo che quella stessa società non esiterà a liquidarlo appena lo riterrà opportuno?".
De Rossi non vuole smettere, continuerà a giocare ma altrove. Forse all'estero o ancora in Italia, se dovesse arrivare una discreta proposta. "Fa benissimo, alla sua età la cosa più bella è sentirsi ancora in forma, o comunque in grado di poter scendere in campo fino a quando le forze lo consentiranno".
De Rossi dopo Hamsik, oggi l'ultima bandiera del nostro campionato resta Insigne. Raiola permettendo. "Speriamo che almeno lui decida di non andare via, anche se spesso sono i procuratori ad avere l'ultima parola. Però al di là delle contestazioni e delle incomprensioni, ho la sensazione che Lorenzo sia molto più affezionato alla città e alla maglia di quanto si possa immaginare. Vincere uno scudetto o qualche altro trofeo consoliderebbe ulteriormente questo rapporto".
Vengono ammainate le bandiere e ora rischia di passare in secondo piano il nostro campionato, lo spettacolo preferito dagli italiani. "L'idea di una Super Champions o come diavolo intendono chiamarla è una cosa assurda. Se dovesse concretizzarsi, il campionato diventerebbe ciò che oggi è la Coppa Italia. Senza che nessuno potrà farci niente perché il calcio non conosce più passione, va dove ci sono i quattrini".
