Mancini, l'ex agente: "In Italia mancano campioni: ecco come dovrà ovviare"
06:00
Il commento su Roberto Mancini e la nazionale
Ultimissime nazionale italiana - A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Giorgio De Giorgis, ex agente di Roberto Mancini. Di seguito le dichiarazioni riportate dal comunicato stampa dell'emittente.
Parla l'ex agente del Ct Mancini
Sul ritorno dell’entusiasmo di Mancini e sull’importanza dell’approccio mentale:
«Un allenatore, così come un giocatore, se ha l’entusiasmo, il piacere e la volontà di lavorare in un club che poi è un divertimento, è di grandissimo aiuto. Lo spirito giusto, la positività e vedere il bicchiere mezzo pieno fa bene: Mancini è felice di allenare la Nazionale, credo che quando è andato via era in un momento di apatia. L’entusiasmo di Mancini fa bene, ma bisogna rispondere subito sul campo. Roberto è molto bravo ad intervenire velocemente sulla testa dei ragazzi e sono convinto che sarà una buona partita per la nostra Nazionale.
Sul ruolo di Malagò e sull’importanza del gioco della Nazionale:
Malagò ha grande esperienza, sa esattamente dove si trova in ogni minuto del giorno: sa aiutare, spronare, dare entusiasmo e ci vuole anche quello. Ma, il bel gioco è la cosa più importante e sono certo che ci sarà. Sarà un gioco propositivo, di attacco e questo aiuterà il morale della squadra. Giocatori forti ce ne sono, campioni no, non ci sono calciatori che cambiano le partite, ma il gruppo mi sembra omogeneo e affiatato.
Sulla povertà giovanile e sul rapporto tra i giovani calciatori italiani e l’estero:
Povertà giovanile? Tanti giovani hanno rapporti di sangue con l’Italia e poco hanno a che fare col calcio giovanile nostro, tanti altri sono andati via per scelta. Prima invece nessuno voleva andare via, i giovani avevano il mito davanti, seguivano il campione. Se puoi fare esperienza nel campionato inglese, tedesco o spagnolo, ci vanno perché pensano di far bene. Quest’anno vedo un po' di giovani. Detto questo, non vedo che i nostri giovani all’estero fanno la differenza. Secondo me, Mancini deve essere bravo a selezionare quelli che giocano in squadre più piccole e c’è anche l’Under 21 che è anche molto forte. Oggi non si vedono più i bambini giocare per strada, oppure scelgono altri sport».
