La 'vendetta' di Vinicio: "Sarri si è preso la rivincita del mio Napoli a Torino! Siamo favoriti per lo scudetto, su Mertens e Maradona..."

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"La vendetta (sportiva) è un piatto che va servito freddo. E Luis Vinicio ha aspettato addirittura quarantatrè anni. Era il 6 aprile

"La vendetta (sportiva) è un piatto che va servito freddo. E Luis Vinicio ha aspettato addirittura quarantatrè anni. Era il 6 aprile 1975 e il suo Napoli del calcio totale perse lo scudetto a Torino contro la Juventus con quel 2-1 che ha trasformato Josè Altafini da idolo dei tifosi azzurri a core ‘ngrato, complice un gol all’88’ che condannò il Napoli alla sconfitta e al secondo posto al termine del campionato 1974/75. La storia si è ripetuta ieri allo Stadium ma con un finale diverso", racconta l'edizione odierna di Repubblica che ha intervistato proprio l'ex Luis Vinicio:

«Chi la fa, l’aspetti. Finalmente posso dirlo», spiega Vinicio, prima bomber implacabile nell’area di rigore, poi allenatore votato allo spettacolo, portabandiera del calcio olandese. Il brasiliano, 86 anni, ha ormai Napoli e il Napoli nel cuore. «Il cerchio si è finalmente chiuso. Ho subìto la rete di Altafini e ho perso la partita, stavolta è toccato al Napoli esultare a Torino. Per me è una sorta di rivincita. Sono doppiamente contento. Sono felice come tutti i napoletani».
Lei disse addio allo scudetto nei minuti finali, Vinicio.
«Sì, ci mancò soltanto il risultato contro la Juventus. Purtroppo fummo condannati dalla sfortuna e ci dovemmo accontentare del secondo posto».
Questo Napoli, invece, può farcela anche se è a -1?
«Secondo me sì. Con la vittoria allo Stadium è diventato favorito. La Juve è in crisi e adesso tutto è a favore del Napoli. C’è grande euforia in città, ma soprattutto la squadra è consapevole dei suoi mezzi e questo mi sembra l’aspetto principale».
Il Napoli ha meritato di vincere contro la Juve?
«È stato un successo assolutamente giusto. Il Napoli ha interpretato la partita con grande intelligenza e gli sforzi sono stati ripagati all’ultimo minuto. A quel punto la Juve non aveva più la forza di tornare in gara».
Sarà volata finale nelle ultime quattro partite.
«È un campionato incredibilmente bello e adesso godiamoci il finale».
Quanto è importante Sarri per questo Napoli, signor Vinicio?
«Direi fondamentale. È arrivato in silenzio senza che lo conoscesse nessuno nel grande calcio e sta facendo qualcosa di incredibile. Ha costruito un ambiente positivo e propone uno stile di gioco molto redditizio ma anche bello da vedere. Tra l’altro con le vittorie si cresce. Migliora anche l’autostima. E poi potrebbe centrare una vera impresa».
Quale?
«Vincere uno scudetto senza un fuoriclasse come Maradona sarebbe incredibile».
Molti hanno paragonato il Napoli di Sarri al suo. Che ne pensa?
«Pratica un gioco totale e predilige l’attacco, sono anche i miei principi».
Lei ha conosciuto personalmente Sarri.
«Sì, sono stato un giorno al centro tecnico di Castel Volturno e ricordo in maniera molto positiva il nostro incontro. Mi ha colpito molto».
Si parla tanto di Mertens in crisi. Lei che ne pensa?
«È stato decisivo nei mesi scorsi con le sue prodezze. Ha cancellato Higuain a suon di gol. Il merito è anche suo se il Napoli sta lottando per lo scudetto».
Quindi punterebbe ancora sul belga?
«Certo. E Sarri sta facendo altrettanto. Lui ha grande fiducia negli uomini che lo sostengono. Anche le sostituzioni confermano quanto sia legato alle sue scelte».
È pronto a festeggiare la vittoria dello scudetto?
«Mi piacerebbe tanto. Ormai sono più che napoletano. Mi sento uno dei tanti tifosi che puntano al tricolore».

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