L'editoriale di Venerato a CN24: "Altro che italico pragmatismo, Ancelotti si è preso il Napoli! Azzurri oltre i propri limiti e se non fosse per i parrucconi della Uefa..."
10:50
Di seguito vi proponiamo l'editoriale di Ciro Venerato, giornalista Rai ed esperto di calciomercato, per CalcioNapoli24.it: " Dal 4 agosto
Di seguito vi proponiamo l'editoriale di Ciro Venerato, giornalista Rai ed esperto di calciomercato, per Calcio Napoli 24.it: "
Dal 4 agosto al 3 ottobre. Da Dublino a Fuorigrotta, Carlo si e’ preso il Napoli. 5 schiaffi aveva subito da Klopp: sembrava l’inizio di una inevitabile via crucis azzurra. In 60 giorni ha invece rimodellato la creatura a sua immagine e somiglianza fino ad arrivare alla partita perfetta. Si signori miei. Se batti i vice campioni d’Europa surclassandoli in ogni zona del campo. Se umili Klopp non fallendo una sola mossa dello scacchiere, la gara lascia la stretta attualita’ per consegnarsi alla storia.
Napoli impervio. Sublime. Da brividi. Allan icona azzurra: non risparmia un pallone, non concede spazi alla altrui fantasia. Molto piu’ di un moto perpetuo. scandaloso, oserei dire volgare, non convocarlo nella selecao. In lui rivedo un mito della mia gioventù: Salvatore Bagni.
Insigne ormai non fa piu’ notizia: e’ un campione che studia da fuoriclasse. Ancelotti gli sta allungando la carriera e migliorando lo score realizzativo: corre meno e segna di più. Ennesima scommessa vinta da un demiurgo della panchina. De Laurentiis fa bene a coccolarsi Carlo: fa la differenza, soprattutto in Europa, suo territorio di caccia. Ho un misto di rabbia e orgoglio. Il Napoli avrebbe superato agevolmente il girone di Juve, Roma e Inter. Rischia invece di impantanarsi per un’illogica composizione stabilita dai superati parrucconi della Uefa, riusciti (???!!!) ad inserire il Liverpool in terza fascia ! Nonostante questo la squadra non si e’ pianta addosso lottando da par suo. Resta il rammarico per il mancato successo serbo: sperando non possa pesare ai fini del girone.
Contro i reds Ancelotti ha superato se stesso, ribadendo la predisposizione camaleontica del suo ciuccio. Agli amici di Calcio Napoli 24 lo avevo anticipato: mi aspettavo la mossa Maksimovic. Napoli schierato con i 3 centrali in fase di possesso con Mario Rui libero di spaziare sulla verticale mancina. Meno bene Fabian Ruiz rispetto alla prova fornita con il Parma: merita un nuovo esame, ha classe da vendere, dira’ la sua non appena capira’ bene i meccanismi tattici ancelottiani.
Ottima la scelta dei cambi. Milik doveva fungere da cavallo di troia, Mertens novello ulisse, pronto ad agire sfruttando l’acido lattico accumulato dai crucchi. 3 moduli in 90’ di gioco. Nessun punto di riferimento. Mercoledi nel finale la squadra e’ stata duttile. Un 4-3-3 che spesso e volentieri faceva il verso al 4-2-3-1 grazie al movimento di Insigne e Mertens. Anche in campionato Carletto ha mutato piu’ volte la scena, scompaginando le trame tattiche dei colleghi.
Se Sarri sublimava ad arte la ripetitivita’ dei movimenti, il successore convince per l’esatto opposto. Cambia uomini e schemi, lasciando poi fare al singolo la giocata decisiva negli ulimi 25 metri. Tra i due, entrambi figli del vate Sacchi, esiste un minimo comune denominatore: imporre il gioco e divertire il pubblico. Il Napoli di Carletto gioca bene, e va all’attacco: affermare il contrario e’paradossale. Non vai in gol dopo una ragnatela di 12 passaggi se non esalti il football bailado. Altro che italico pragmatismo. Ma quando mai? Ancelotti non ha nulla a che vedere con il calcio italiota.
Le partite vinte sin qui dal Napoli sono state sempre contrassegnate da goal ed emozioni. Sia in campionato che in Champions gli azzurri partono sfavoriti, visti gli investimenti ingenti di Juve, Psg e Liverpool. Un motivo in piu’ per provarci senza pathos. L’importante e’ crederci. E questa squadra lo ha dimostrato anche a Torino per molti frangenti. Sono certo che da qui a maggio il Napoli griffato Ancelotti sapra’ elargirci altre notti magiche. Merita solo peana questa squadra, pronta ad andare oltre i propri limiti.
La vita e’ un’enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi. Lo affermava Danny Kaye: un genio che faceva sorridere con poco.

