L'editoriale di Crosetti: "Real-Juve, questi supplementari sono imbarazzanti! Latrina di botte e risposte, fogna di provocazioni..."
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Vi proponiamo il consueto editoriale per Repubblica di Maurizio Crosetti: "La partita che si voleva non finisse mai ci ha presi alla lettera e davvero
Vi proponiamo il consueto editoriale per Repubblica di Maurizio Crosetti:
"La partita che si voleva non finisse mai ci ha presi alla lettera e davvero sembra continuare in eterno, però non proprio nel senso giusto: questi supplementari di sole parole sono imbarazzanti. Real Madrid-Juventus procede, per così dire, contromano, affogando la sua sciupata bellezza emotiva e tecnica nella fogna delle provocazioni, nella latrina delle botte e delle risposte, nella cloaca delle ripicche e delle repliche. Non si capisce se metta più tristezza il terzino che dice all’arbitro di ringraziare di non essere stato menato, oppure il portiere che a quell’arbitro nega persino il diritto di essere chiamato uomo, o magari lo stopper che parla di stupro e il comico che in volgarità addirittura lo supera, per farsi a sua volta rispondere in maniera delirante. La bassezza degli argomenti e ancor più delle parole ha raggiunto livelli mai visti, animando un dibattito indegno persino di certi biechi dettagli anatomici, rilanciato da quel ventilatore di umana scemenza e contemporaneo livore che sono i social. E se da un lato l’allenatore del Real, tra l’altro grande ex bianconero, parla di “anti madridismo” dilagante, dall’altro lato l’Uefa non vuol vedere le prodezze polemiche del difensore spagnolo squalificato, eppure in campo a litigare col tecnico avversario. Come vi sarete accorti non scriviamo più i cognomi dei brillanti protagonisti (siamo estenuati) di questa squallida faida che non offende solo l’intelligenza e l’educazione ma anche il calcio, avendo alla fine oscurato una partita che meritava ben altra memoria e un ben diverso destino. Invece finiremo per ricordare, di Real-Juve, più che altro il fetore. È come se gli attori del calcio avessero smarrito di colpo la capacità di ragionare, di far decantare le pulsioni, atteggiamenti del resto quotidiani e comuni: al volante, in ufficio, a scuola, in famiglia. Nessuno sa più tapparsi la bocca o frenare l’istinto del polpastrello, quella furia compulsiva che ora ha a disposizione persino i disegnini per rendere pubblico un autenico disagio psichico. Nessuno mai dice basta. Persino il mitologico portiere ribadisce i concetti, seppur ammettendo che li ripeterebbe in modo più «edulcorato» e almeno per un istante il vocabolario ci guadagna. Un tempo si multava per molto meno, e un certo rispetto della forma assomigliava molto alla sostanza. Adesso puoi dire, scrivere e disegnare qualunque cosa di chiunque. Alla peggio, il tuo club ti farà gli auguri di compleanno su Internet".
