Il dramma di Sebino Nela: "Famiglia intera falcidiata dai tumori: non ce lo meritavamo"
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Sebino Nela racconta la lotta col cancro e i precedenti in famiglia
Ultimissime Calcio Napoli - Intervista a Sebino Nela. L'ex difensore, bandiera della Roma e con un passato anche al Napoli, ha parlato al Corriere della Sera raccontando la lotta contro la malattia.
Intervista Sebino Nela: il racconto sul cancro
Il cancro al colon: come l’ha affrontato?
«Noi calciatori viviamo di obiettivi, una partita dopo l’altra. Con la malattia ho fatto così. Passavo cinque ore in bagno tutte le notti con i dolori di stomaco dopo la chemio. Mi sono detto: “Cerchiamo di stare in bagno quattro ore. Poi tre e mezzo, poi tre”. Ha funzionato. L’unica cosa che mi porto dietro è questa stupidaggine della gente che mi dice: “Non c’erano dubbi che con quel fisico ne venissi fuori”. E allora tutti i colleghi che ho perso? Vincenzo D’Amico, Paolo Rossi, Sinisa Mihajlovic, Gianluca Vialli. L’unica differenza tra me e loro è che io sono stato più fortunato».
La famiglia?
«Una notte ho trovato mia moglie e le figlie che piangevano, ho detto: “Basta, siete voi che dovete aiutare me”. Dentro casa la situazione è cambiata. Ho perso mio padre per questa malattia, suo fratello. Ho perso mia sorella, la persona che stimavo di più al mondo: si è lasciata morire dopo 8 anni di cure. L’altra mia sorella convive da 14 anni con il cancro. Una famiglia falcidiata dai tumori: non ce lo meritavamo».
Qual è stata la cosa più difficile da superare?
«Mi spiaceva farmi vedere pallido. Ora cerco di essere sempre abbronzato».
