Giubilato: "Vergara ha la testa sulle spalle: voglio fare i complimenti a Mario Giuffredi, non molla di un centimetro"

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Autore Ciro Novellino Giornalista professionista · Conduttore televisivo

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto David Giubilato, ex calciatore, tra le altre, di Napoli e Bologna. Di seguito, un estratto dell’intervista. 

Se le chiedessi quale calciatore l’ha colpita maggiormente tra quelli che hanno avuto l'onore di indossare la maglia della Nazionale italiana in queste quattro gare, di chi mi parlerebbe?
“Assolutamente di Vergara. Ne avevo già parlato settimana scorsa in un’altra intervista. Oltre ad averlo visto a Napoli, non era semplice aspettarsi un rendimento del genere da lui. Questo ragazzo dimostra di avere personalità, cazzimma come diciamo dalle nostre parti e ha carattere da vendere. È bello da vedere, non solo per le qualità tecniche. Io non lo conosco personalmente, ma credo che dietro a lui ed altri che hanno ben figurato ci sia anche un grande lavoro da parte dei loro procuratori. Sono andato a vedere da chi fossero gestiti tutti quelli che mi hanno maggiormente rubato l’occhio per prestazioni e comportamenti e non è un caso che diversi calciatori della Nazionale siano seguiti dallo stesso agente, Mario Giuffredi. Vorrei fargli i complimenti, anche se non ci ho mai parlato. Si vede che sono ragazzi con la testa sulle spalle, che non mollano un centimetro e lavorano da professionisti. Sono tutti ragazzi eccezionali che, oltre a essere bravi calciatori e a far parte della Nazionale, negli atteggiamenti difficilmente sbagliano. Credo che dietro ci sia anche una gestione importante sotto l'aspetto psicologico, quindi faccio i complimenti a Mario Giuffredi. Riflettendo sui calciatori gestiti dalla sua agenzia, non c'è praticamente una testa calda, o meglio, è più probabile che vengano guidati nel percorso. Se pensi a Vergara, ai fratelli Esposito, a Di Lorenzo, anche se giocano un minuto o trenta secondi hanno la mentalità che dovrebbe avere qualsiasi calciatore. Loro ce l'hanno proprio inculcata nella testa. Si vede: anche quando giocano poco, non mollano mai. A volte magari meriterebbero di giocare e l'allenatore fa altre scelte, ma loro restano lì, scalpitando e sperando che il tecnico possa concedergli quella possibilità per dimostrare che magari aveva sbagliato a non mandarli in campo. L'esempio palese, ieri, sono i fratelli Esposito in panchina a ridere tra loro, con un bel sorriso, mentre sostenevano la squadra. Poi Pio entra, segna ed esulta come è giusto che sia, in barba a chi, come Scamacca, non l’ha fatto probabilmente per polemica.” 

 

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