Futuro Italiano, l'agente Lippi: "Clausola serve più alla Fiorentina, ma mi piacerebbe restasse a Firenze"

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Futuro Italiano, l'agente Lippi: Clausola serve più alla Fiorentina, ma mi piacerebbe restasse a Firenze

Calciomercato Serie A - Sarà un estate di tante conferme in panchina o qualche movimento ci sarà? Fra i nomi più interessanti vi è sicuramente quello di Vincenzo Italiano: Spezia prima, Fiorentina ora, sta facendo davvero bene.

E allora l'agente Davide Lippi intervistato dal Corriere Fiorentino gli dà un consiglio:

"Clausola rescissoria o meno, mi piacerebbe vedere Italiano alla Fiorentina per un altro po’: credo che sarebbe la soluzione migliore anche per lui, che in questo modo potrebbe dare continuità al progetto tecnico iniziato in estate e valorizzare ancora di più il suo lavoro".

Futuro Italiano: la clausola

Nel contratto del tecnico della Fiorentina Vincenzo Italiano, in scadenza nel 2023 con l’opzione (a favore del club) di essere allungato di un altro anno, è infatti inserita la possibilità di liberarsi nei primi quindici giorni di giugno se qualche società bussasse al portone di viale Fanti con 10 milioni di euro cash da versare immediatamente nelle casse viola:

«Ma più che i soldi — spiega Lippi — conta crescere. E Italiano e la Fiorentina, possono farlo insieme».

Lippi, un accordo del genere tutela il club o l’allenatore?

«Diciamo che non tutela la società perché nel momento in cui un tecnico fa così bene da indurre un’altra squadra a spendere 10 milioni per averlo, per chi lo perde sarebbe sicuramente un danno, ma quantomeno la Fiorentina sarebbe protetta dal punto di vista economico, diciamo almeno «indennizzata», se mai si avverasse questo scenario. In ogni caso penso che vedere andar via Italiano possa essere più una perdita che un guadagno».

Eravamo abituati alle clausole rescissorie per i calciatori: per gli allenatori sono meno comuni eppure sembra una tendenza in crescita. Il Barcellona ha pagato 5 milioni per liberare Xavi, restando in Italia il Genoa ha fatto lo stesso con Blessin, senza dimenticare la stessa Fiorentina con Montella. Secondo lei perché?

«Non è qualcosa di usuale, certo, però può accadere. È una possibilità che l’allenatore e il suo agente si tengono aperta in alcuni casi, bisogna vedere quello che hanno in mente. La mia opinione è che Italiano farebbe meglio a restare qualche anno alla Fiorentina, chiudere bene un paio di campionati e mettere a frutto i risultati che sta ottenendo, a maggior ragione se la proprietà vuole dargli certezze e migliorare la squadra».

Tornare in Europa è il suo sogno. Se raggiungesse l’obiettivo sarebbe più difficile immaginarlo lontano dalla panchina viola.

«È qualcosa che credo terrà in considerazione. Fosse uno dei miei assistiti, infatti, gli consiglierei di rimanere altri due o tre anni per migliorarsi ancora, come hanno fatto tanti altri allenatori passati da Firenze».

Dieci milioni non sono troppi per liberare un tecnico che è solo al secondo anno di serie A?

«Tanti o pochi, direi che sono parametrati al progetto che la società aveva in mente quando l’ha cercato. La clausola sarà stata imposta da lui e da chi lo rappresenta, non l’ha messa la Fiorentina, e una volta che un calciatore o un allenatore la chiede, il club punta a fissarla più alta possibile. Deve essere una cosa che Italiano fa spesso».

A suo tempo l’aveva inserita anche nel contratto con lo Spezia, il club di Commisso ha dovuto pagarla per liberarlo in estate.

«Appunto. Non ho rapporti con lui, se non per la stima tecnica che ho nei suoi confronti. Non mi permetterei mai di dire che se questo sia giusto o sbagliato, solo che mi piacerebbe vederlo ancora alla Fiorentina, una società in evoluzione con una proprietà che ha dimostrato di investire e quindi in cui un allenatore emergente può mettersi in luce come fatto fino ad adesso, che continuare a crescere».

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