De Laurentiis: "Se il Trentino mi fa inquietare vado in ritiro in Cina, gli dico 'vaffanchina'"
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Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa a Castel Volturno: "Non c'è soltanto la dottoressa Salvione con noi, siamo quasi ad otto persone. Il viaggio in Cina? Lì sono sempre stato molto attento, quando ero presidente dei produttori il mio vice era un cinese: un giorno a Ginevra stavamo discutendo il contratto dei doppiatori francesi, sentimmo un boato ed il cinese mi portò in una sala con 500 persone. La Cina era entrata nel commercio mondiale da 187°, dissi ai miei figli di imparare la lingua e non mi sono sbagliato. Ho passato un capodanno a Shanghai, poi ho aperto un ufficio a Pechino: la democrazia è relativa, ma c'è voglia di fare e strafare. Mi ha sempre affascinato, anche nel mondo del cinema: sto sviluppando da anni tanti film per il mercato cinese, con registi ed attori cinesi. Non per andare lì con una co-produzione che magari va male: è stato interessante capire l'interesse che hanno riversato sul calcio, se il Trentino mi fa inquietare io vado a fare il ritiro lì. Oppure gli dico vaffanchina e faccio 15 giorni da loro e altri 15 in Cina. Il problema oggi è diverso, abbiamo gli Stati Uniti che stanno crescendo ed in più la Cina: in Inghilterra, dove il calcio la fa da padrone, i presidenti sono quasi tutti arabi o cinesi. Adesso le grandi famiglie messicane, cilene, brasiliane ed argentine stanno andando tutte in America: dire di fare tesoro di ciò che diventerà il mondo del calcio nel futuro...io alle 3 del mattino smadonnavo a Pechino perchè mi inquadravano male la partita, è arrivato un cinesino con due piccoli telefonini e aveva la partita che si vedeva perfettamente".

