Covid Campania, il dottor Di Mauro: "Mortalità ridotta, ma tanti malati gravi! Ricoverati anche molti giovani"

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Covid Campania, il dottor Di Mauro: Mortalità ridotta, ma tanti malati gravi! Ricoverati anche molti giovani

Covid Campania, la situazione

Covid Campania - Maurizio Di Mauro, medico, specialista in Infettivologia, direttore generale dell'azienda ospedaliera dei Colli (Cotugno, Monaldi e Cto), ha fatto il punto della situazione  ai microfoni de Il Mattino. 

Ecco alcuni passaggi:

«Vediamo ancora tanti giovani e altrettanti adulti, dai 30 ai 50 anni, ammalarsi di Covid, anche seriamente: arrivano qui con gravi polmoniti che rapidamente vanno peggiorando ma nell'ultima settimana la mortalità pare essersi ridotta, forse grazie a una riduzione della carica virale conseguente al distanziamento e al clima primaverile. L'ospedale è sempre pieno ma a casi ad esito infausto, come purtroppo il commissario di Polizia Luigi Schettino, corrispondono situazioni a lieto fine. Un ragazzo di 22 anni di Caserta che era intubato da noi da più di una settimana nei giorni scorsi l'abbiamo svegliato negativizzato. L'incontro di sguardi con la mamma che attraverso il vetro della rianimazione è stato commovente. In reparto piangevano tutti». 

Ne usciremo e quando? 

«Ci auguriamo che l'innalzamento della temperatura e le procedure vaccinali più spedite ci consentano di affrontare il prossimo mese con maggiore tranquillità. Non abbassiamo al guardia. Intendiamo ripristinare al più presto gli altri servizi essenziali, mai sospesi ma sicuramente ridotti, e lavoriamo per dare spazio alle altre patologie. Per il momento ancora non possiamo permettercelo. Il dato degli accessi stamattina è sovrapponibile a quello di ieri e dei giorni scorsi. Ma forse il Cotugno fa storia a sé: la gente viene qui con i propri mezzi e noi li accogliamo tutti». 

Perché si muore così facilmente di Covid? 

«I pazienti sviluppano patologie correlate. Il virus e l'infiammazione attaccano il polmone ma sviluppa una condizione metabolica alterata generalizzata con insufficienza renale, pancreatica, epatica. I pazienti diventano fragili. La mortalità in questa terza ondata è stata molto alta fino a una settimana fa. Ora pare che la situazione stia migliorando. Quelli che vengono intubati scontano ancora un'alta mortalità». 

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