Adani critico su Allegri-Napoli, tira in ballo Maradona: "Mediocri che si credono grandi! Diego, perdona loro"
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Adani critico su Allegri-Napoli, ecco il parere del noto opinionista
L'ex calciatore di Inter e Brescia, Lele Adani, noto opinionista RAI ha manifestazione il proprio scetticismo sull'ingaggio come nuovo allenatore SSC Napoli di Massimiliano Allegri, arrivano persino a citare tramite Instagram delle famose parole di Diego Armando Maradona "Mediocri che si credono grandi!". Infine la chiosa: "Diego, perdona loro"
Allegri-Napoli, il parere di Lele Adani
Lele Adani è notoriamente critico verso Allegri soprattutto per una frattura ideologica sul calcio: Adani difende il “calcio delle idee”, cioè identità riconoscibile, proposta, dominio, crescita collettiva; Allegri ha sempre rivendicato un approccio più pragmatico, legato a risultato, gestione dei momenti, qualità dei singoli e adattamento alla partita. È la classica contrapposizione gioco/proposta vs risultato/praticità. Questa distanza esplose già ai tempi di Sky, tra 2018 e 2019, con il famoso scontro post Inter-Juve: Allegri accusò Adani e gli opinionisti di essere “teorici”, fino al celebre “stai zitto”, a cui Adani rispose “lo dici a tuo fratello”. Il punto, quindi, non è solo personale: Adani considera il calcio di Allegri troppo conservativo e poco evolutivo. Secondo lui, una squadra grande non può vivere soltanto di episodi, gestione, solidità e risultato immediato: deve costruire un’identità che rimanga anche quando il risultato non arriva. Per questo, quando Allegri perde, Adani tende a dire: “ecco, senza proposta alla lunga il conto arriva”. Dopo Milan-Cagliari, alla Domenica Sportiva, Adani è stato durissimo. Il contesto era pesante: il Milan ha perso 2-1 in casa col Cagliari, ha mancato la Champions League e Allegri ha ammesso responsabilità per il fallimento stagionale; il giorno dopo il Milan lo ha esonerato. In sintesi, Adani ha detto che il Milan è rimasto fuori dalla Champions “con merito” e ha spostato molte responsabilità sull’allenatore, sostenendo che la società aveva investito molto e che Allegri, senza coppe e con una sola partita a settimana, doveva incidere di più. Ha attaccato l’idea del “salvatore della patria”, ha sottolineato la mancanza di gol e di crescita, e ha usato una frase molto forte: chi vive cercando scorciatoie, “alla lunga paga”. Il passaggio più duro è stato questo concetto: per Adani, Allegri da anni non produce più un calcio di proposta né una cultura del lavoro orientata alla crescita. Poi ha chiuso richiamando la storia rossonera: il Milan, secondo lui, non può essere un posto dove basta gestire o “fare gruppo”; deve tornare a essere cultura, storia e spettacolo, dalla tradizione Berlusconi-Sacchi in poi.

