Strinic: "Per lo scudetto tifo Napoli, sarebbe incredibile. Samp? Non potevo fare scelta migliore: in azzurro ero ai margini, volevo andar via da tempo"
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Intervista Ivan Strinic a Gazzetta dello Sport 25 novembre 2017 VIDEO ALLEGATI
Ivan Strinic ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco i passaggi fondamentali evidenziati da CalcioNapoli24: "Sampdoria? Non potevo fare scelta migliore, qui tutto è splendido per me, per la mia famiglia, per i tifosi e per la squadra. Eppoi, dopo oltre un anno, sono stato richiamato in nazionale e, con gli altri, ho conquistato il Mondiale. Per noi croati è sempre un’impresa eccezionale. Questa sarà anche un’occasione speciale, in squadra abbiamo campioni fortissimi, titolari nel Real Madrid, nel Barcellona, nell’Atletico e pure nella Juventus e nell’Inter"
Lei ha lasciato Napoli per la Samp anche perché vi avrebbe trovato Giampaolo?
"Certo. Avevo altre offerte, una anche dalla Fiorentina, ma sapere di trovare un’idea di gioco simile a quella su cui lavoravo da anni è stato decisivo. Qui a livello difensivo facciamo le stesse cose che a Napoli, in avanti giochiamo con il fantasista e non con il tridente, ma lo scompenso portato alla difesa è piccolo e noi vi ovviamo con qualche accorgimento e tanto lavoro. Giampaolo e Sarri sono diversi come persone ma molto simili come allenatori".
Il suo rilancio è stato veloce, come quello di Zapata.
"Con Duvan ci siamo ritrovati in estate ai margini del Napoli. Lui è riuscito a sorprendermi, ha dimostrato di essere un grande giocatore: protegge palla, va uno contro uno e salta l’avversario, oltre a fare gol. Io ho chiesto per tanto tempo al Napoli di andare via, per fortuna ci sono riuscito. Se ti alleni e non giochi, non cresci e non vedi traguardi. Come giocatore perdi tutto: concentrazione, umore, fisico".
Come sta adesso?
"Sto arrivando lentamente al top. Per un mese, a Napoli, ho giocato soltanto a calcio-tennis con Duvan Zapata"
Nella lotta scudetto sta con Perisic, Mandzukic o con il Napoli?
"Con i miei amici napoletani, perché uno scudetto a Napoli sarebbe vissuto in modo incredibile".
