ESCLUSIVA - Benitez, l'agente: "Il miracolo di Istanbul, i trionfi del Mestalla e l'accoglienza assurda allo Stamford Bridge: curriculum incomparabile al mondo, tutti i segreti di Rafa"

Esclusive fonte : dai nostri inviati a Madrid, Salvio Passante-Alessandro Marrazzo
ESCLUSIVA - Benitez, l'agente: Il miracolo di Istanbul, i trionfi del Mestalla e l'accoglienza assurda allo Stamford Bridge: curriculum incomparabile al mondo, tutti i segreti di Rafa

Da Carlos Aguilera a Rafa Benitez. Nel mezzo ventisette anni di gloria, soddisfazioni e intuizioni geniali: Manuel Garcia Quilon. Per gli amici Manolo, per gli addetti ai lavori spagnoli il guru degli agenti. Nella sua scuderia giocatori d'elite, campioni del mondo come Arbeloa, Reina e Albiol. Ma non solo. Anche tecnici che hanno segnato l'ultima generazione iberica: Benitez, Quique Sanchez Flores e Manzano. CalcioNapoli24.it vi propone la seconda parte di una lunga intervista realizzata all'agente dell'allenatore del Napoli nell'ambito dello speciale 'Rafa, le origini di un mito" di cui vi abbiamo varie puntate sul nostro portale. Miracoli, imprese e geniali intuizioni di Rafa raccontate dal suo agente e uomo di fiducia.

Come ha conosciuto Rafa Benitez?

"Conosco Rafa ormai da oltre trent'anni, da quando giocava nelle giovanili del Real Madrid. Militava in Segunda Division assieme ad un mio giocatore che attualmente è un mio collaboratore. Il nostro rapporto collaborativo è cominciato diciassette anni fa. Nelle giovanili agiva da centrocampista ed era  il braccio destro dell'allenatore in campo. Un autentico organizzatore di gioco. Parlava molto con i compagni e consigliava i movimenti da fare. Costretto al ritiro per un grave infortunio diventa allenatore con le giovanili del Real, vince in due anni consecutivi una Liga e una Coppa di Spagna, riuscendo li dove non era riuscito nessuno. Anche con il Castilla riuscì a fare un ottimo campionato con una squadra molto giovane. Era chiaro che era predestinato a diventare un grande allenatore. Era già un grande lavoratore, un grande studioso di calcio e si notava la passione che provava verso il calcio e specialmente verso il ruolo dell'allenatore. Tutto ciò mi fece capire che non gli mancava nulla per diventare un allenatore di successo. Credo che io e Rafa siamo complementari. Lui aveva bisogno di un agente indipendente che poteva dirgli liberamente "questo è sbagliato, oppure questo è da cambiare" in modo da confrontarsi e far combaciare le idee di entrambi. Alla fine posso dire che lui è un grandissimo allenatore e che io l'ho aiutato a prendere alcune decisioni delicate che si sono rivelate giuste".

Chiuda gli occhi e ci racconti in pochi secondi la carriera di Rafa

"Cominciò allenando le giovanili del Real Madrid con cui divenne Campione di Spagna, poi la squadra B del Real, il Castilla, con cui fece la miglior stagione della storia del club avendo a disposizione una rosa molto giovane e praticando un bel calcio. Da li, in salto in Prima Divisione con il Valladolid, dove non raggiunse i risultati sperati. Passò all'Extremadura dove fece ottime cose. Qui cominciò il nostro percorso. Dopo la favola ad Almendralejo lo portai al Tenerife, un club con cui avevo ottimi rapporti e che aveva un presidente che purtroppo è venuto a mancare. La squadra ottenne con Rafa la promozione nella massima categoria battendo squadre come il Siviglia, l'Atletico Madrid e il Betis nonostante avesse a disposizione una squadra molto giovane e giocando il miglior calcio del campionato. Questo successo lo aiutò ad approdare al Valencia dove arrivò tra lo scetticismo generale nei confronti di un allenatore molto giovane che si trovava sulla panchina di una squadra che l'anno precedente aveva disputato la finale della Champions League ai rigori che si disputò Milano contro il Bayern Monaco. L'anno seguente arrivò Rafa Benitez con cui il Valencia vince due volte la Liga in tre anni dopo un digiuno di quasi quarant'anni"

La favola Extremadura...

"L'Extremadura è una squadra umile che rappresenta una piccolo paese. Aveva ottenuto la promozione in Prima Divisione già un anno prima dell'arrivo di Rafa con un altro allenatore, Ortuondo. L'anno seguente riscendono di categoria e Benitez ne diventa l'allenatore. La squadra era demoralizzata e triste per non aver ottenuto la salvezza. Dovette ricostruire la squadra puntando su un gruppo giovane e riuscì ad ottenere il ritorno nella massima categoria. Fu un grande successo, perchè ottenere una promozione è difficile ma ottenerte due consecutive e quasi impossibile. Infatti, da quell'anno, l'Extremadura non è mai più tornato il Primera Division" .

Dal Mestalla alla Kop…

"Prima di passare al Liverpool, stavamo trattando per prolungare il contatto con il Valencia dopo le tre stagioni trionfali. Il presidente catalano temporeggiò troppo e proprio in questo periodo arrivò la proposta dei reds. Rafa non era convinto del progetto del Valencia che oltretutto stava cambiando presidente. Il cambio di gestione portò, ovviamente allo slittamento delle trattative per il nuovo contratto. Questo blocco e i dubbi che aveva, convinsero Rafa ad accettare il trasferimento in Inghilterra. Quando arrivò la richiesta del Liverpool, Rafa era reduce da grandissimi successi. I reds si presentarono con un progetto molto interessante e stava costruendo una rosa per cercare di vincere titoli. Rafa accettò la scommessa e sedette sulla panchina di uno dei più grandi club europei. Il primo anno ad Anfield fu incredibile. Nonostante una rosa buona ma non eccellente riuscì addirittura a vincere la Champions. L'anno dopo alcuni giocatori lasciarono il calcio ed altri passarono a squadra di livello inferiore". 

Il miracolo di Instanbul

"Credo che quello che bisogna evidenziare della finale di Istanbul è che Rafa riuscì a trasmettere una grande mentalità ai suoi giocatori. Se hai Benitez come allenatore, anche se stai perdendo 3-0 hai sempre la possibilità di recuperare e vincere tramite le modifiche che lui sa apportare alla squadra nell'intervallo. E' un allenatore che ha la grande capacità di sapersi rialzare dopo una caduta".

Da allenatore a manager…

"L'allenatore-manager è un concetto del calcio inglese in cui il tecnico mette voce in qualsiasi aspetto calcistico del club. Anche le categorie giovanili adattano il loro sistema di allenamento a quello della prima squadra per fare in modo che quando un giocatore della primavera sia chiamato in prima squadra, sappia già come muoversi in campo. Inoltre, il manager inglese, controlla anche cessioni e acquisti. Cura tutto il lato sportivo ma non quello economico. Credo che sia opportuno avere sempre un progetto duraturo e stabile. E' come viaggiare in macchina e porre un indirizzo certo sul navigatore per evitare di trovarti nel posto sbagliato. Se si ha un progetto sportivo o d'impresa è necessario avere una direzione chiara e stabile perchè procedendo senza una direzione rischi di perderti".

Dell’esperienza all’Inter si è parlato già tanto, forse troppo. Meno quella del Chelsea…

"Rafa arrivò al Chelsea a fine novembre. La squadra era al quinto posto in Premier e con molti punti di distacco dal M.United primo in classifica. La squadra era in una situazione difficile, visto che non poteva matematicamente qualificarsi agli ottavi di Champions anche se avesse vinto l'ultima partita del girone che si doveva disputare. C'era solo una possibilità in caso di sconfitta della Juventus che però vinse. Il Blues erano anche reduci da una serie di risultati negativie per questo cambiarono allenatore scegliendo Rafa. Gli attaccanti di quella squadra avevano segnato pochissimo. Torres aveva fatto appena 2 gol e Sturridgenche era infurtunato un mese dopo passò al Liverpool. Aveva a disposizione solo un altro giocatore d'attacco, Moses che però era una seconda punta. Davanti era rimasto quindi solo Torres che era psicologicamente a terra e contestato dai tifosi nonostante fosse un grande centravanti. L'ambiente riceve Rafa molto male visto che era stato l'allenatore del Liverpool, storico antagonista dei Blues. Ricordiamo che il Liverpool di Rafa incontrò 5 volte il Chelsea in gare ad eliminazione diretta e i Reds ne vinsero ben 4. Queste sono cose che un tifoso difficilmente riesce a dimenticare. In occasione della prima partita, Benitez aveva tutta la tifoseria contro. Era appena arrivato e fu sommerso da insulti dei propri tifosi. Lui non si lascia deprimere da questi accadimenti e comincia a lavorare duramente. Torres conclude la stagione con un bottino di 20 gol, la squadra termina al terzo posto in campionato a soli 2 punti dal secondo posto, arriva in semifinale sia in FA Cup che in Curling Cup e vince l'Europa League. Tutto ciò con un solo acquisto visto che Sturridge viene sostituito da Demba Ba. Senza tener conto che rimase privo per 40 giorni di Moses e Obi Mikel che a gennaio partirono per la Coppa d'Africa. Si ritrovò a competere in 5 competizioni con una rosa a molto limitata e riusci ad otteneri grandi risultati grazie al suo grande lavoro".

Tanti campioni rigenerati e rilanciati allo Stamford Bridge…

“Grazie a Rafa, Torres tornò ad essere convocato con la nazionale spagnola, Mata che all'arrivo di Benitez aveva solo un gol all'attivo, concluse la stagione con 12-15 reti, 20 assist e fu nominato miglior giocatore della Premier League. Lo stesso Hazard che prima giocava ad intermittenza, divenne un giocatore importantissimo per il Chelsea di cui adesso è una stella. Azpiculeta adesso è stabilmente nel giro della nazionale di Del Bosque. David Luiz che giocava pochissimo ma grazie a Rafa che lo adattò come centrocampista e difensore centrale trovò lo spazio per esprimere le sue potenzialità. Tutti questi giocatori acquisirono un valore di mercato altissimo mentre prima erano praticamente messi nel dimenticatoio".

Come definirebbe Rafa?

"Le statistiche di Rafa lo descrivono perfettamente. Ha vinto Coppa dei Campioni, Mondiale per Club, Supercoppa Europea, Liga Spagnola, Coppa Uefa in vari paesi, FA Cup, Curling Cup, Charity Cup. Parliamo di un allenatore di appena 50 anni che ha vinto praticamente di tutto senza essere mai stato in un vero top club. Rafa ha il doppio merito di aver vinto e di esserci riuscito senza essere mai stato il favorito. Vincere un titolo europeo sulla panchina di un grande club ha il suo merito, ma vincerlo non essendo in un club di primo spessore è molto più difficile. Guardando il suo curriculum, e tenendo conto di tutto ciò, lo considero incomparabile a quello di qualsiasi altro grande allenatore".

E’ vero che stato molto vicino alla panchina del Real Madrid in passato?

"Rafa ha già avuto per ben due anni consecutivi la possibilità di allenare il Real Madrid. Quattro anni fa ricevemmo una proposta molto importante dai Balncos così come anche l'anno precedente. Per convincerlo ad accettare l'offerta, si mosse in prima persona Florentino Perez. Con un volo privato sbarcò in Inghilterra e provò, senza riuscirci anche a convincere Montse, moglie di Rafa, a seguire il marito in questa nuova avventura. Rafa, però, aveva appena rinnovato con il Liverpool ed essendo una persona di parola rifiutò la proposta della sua squadra del cuore nonostante fosse la migliore proposta economica e sportiva che ebbe mai avuto”.

Ct della Spagna, vede nel suo futuro questa ipotesi?

Credo sia ancora molto giovane per aspirare ad essere una allenatore da nazionale e credo che debba aspettare almeno altri 8-10 anni prima di pensare di fare un passo del genere. Da qui a 10 anni però tutto può succedere e non si sa quale sarà la situazione della nazionale Spagnola. Chiaramente avrà un bagaglio d'esperienza importantissimo e chiunque sia il presidente della federazione spagnolà non potrà ignorarlo".

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