Pelillo... nell'uovo - Al teatro San Paolo in scena: "Gennaro non fa miracoli"...

Editoriale fonte : di Marcello Pelillo
Pelillo... nell'uovo - Al teatro San Paolo in scena: Gennaro non fa miracoli...

Non sono bastati tre giorni per la svolta. La grinta di Gattuso non è arrivata a toccare ancora l'animo degli azzurri. Il Napoli malato era e malato rimane, almeno per ora. La sconfitta contro il Parma porta a otto il numero delle gare consecutive senza vittoria in campionato. Una media da retrocessione ingiustificabile per il valore di una rosa che in Champions si qualifica per gli ottavi e che lo scorso anno si piazzava al secondo posto. Il problema è mentale, così come sottolinea anche Gennaro Gattuso. La squadra ha perso autostima e l'energia del nuovo tecnico non è bastata ad accendere la scintilla. Unica reazione positiva si è avuta dopo il gol di Milik, a confermare che la squadra ha bisogno di riacquistare fiducia. Quando la responsabilità diventa un peso - Manca fiducia ma anche forza morale. Il cambio tecnico responsabilizza una squadra perché gli alibi iniziano a mancare, mentre la classifica piange amaramente nel caso specifico degli azzurri. Per il Napoli, invece, la responsabilità è diventata un macigno sulle spalle di un gruppo che non ha leader. La testa è diventata ancora più pesante, soprattutto per coloro che avrebbero dovuto trascinare i compagni. Ecco che gli errori decisivi arrivano soprattutto dai cosiddetti senatori. Koulibaly e Insigne, autori di due errori grossolani, sono stati ben "sostenuti" anche da Zielinski, mentre Allan ad inizio gara commetteva lo stesso svarione del senegalese. La prova della responsabilità non è stata superata. Segno di fragilità che va sanata con il tempo. Troppi scossoni hanno messo a dura prova la solidità di un gruppo che non ha trascinatori, non ha guide al suo interno. Gattuso ha individuato il male ma soltanto il tempo dirà se avrà avuto la ricetta giusta per curarlo. Tre giorni sono davvero pochi. Ci mancava il "teatro" In questa situazione difficile ci sarebbe bisogno del sostegno del pubblico. La spinta del tifo si avverte quando nasce la necessità, ma anche su questo fronte ci sono problemi. Il Napoli, approfittando anche degli strumenti disponibili grazie alle Universiadi della scorsa estate, sta cercando di rendere il San Paolo un luogo di civiltà. Tuttavia, l'effetto immediato dei nuovi regolamenti è la trasformazione dello stadio in un teatro. Dalle curve non partono più i cori di sostegno anche per effetto della protesta contro le ultime regole. In troppi momenti lo stadio rimane in silenzio e il fattore campo sembra quasi nullo. All'estero, dove da tempo esistono delle regole rigide sull'uso degli stadi, si è gestita la situazione creando delle "fan zone" per non perdere l'atmosfera da stadio. Come in tante cose occorre il giusto compromesso tra la necessaria regolamentazione d'uso e il tifo da stadio che caratterizza da sempre l'atmosfera di questo sport... Vedremo...

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