Tra vicoli ciechi e serbatoio vuoto

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Napoli, le ultime sul mercato

E' probabilmente il mercato più povero di sempre e lo è certamente se si prendono in esame gli ultimi dieci anni. Gli effetti della crisi causata dal Covid sono stati devastanti nel calcio, in tutto il mondo ed ancor di più in Italia. Non fa eccezione a questo discorso il Napoli, che ora si ritrova una patata bollente da gestire in un momento delicatissimo della propria storia recente. Le casse, infatti, già messe a dura prova da due anni senza Champions League, si ritrovano ora quasi completamente svuotate dalla pandemia e dagli stadi deserti.

In un contesto del genere in cui i soldi latitano per tutti i club, dovrebbero essere le idee ad avere la meglio. Ed in tal senso si ha l'impressione che il Napoli si trovi a non avere il proprio destino in sede di calciomercato tra le mani. La società di De Laurentiis, infatti, ha l'imperativo categorico di ridurre il monte ingaggi e di mettere a bilancio qualche (una o anche due) cessione eccellente per reinvestire parte dei ricavi per regalare a Spalletti almeno un terzino sinistro ed un centrocampista centrale, viste le condizioni precarie dal punto di vista fisico di Ghoulam e la fine del prestito di Bakayoko. In mancanza di offerte e di trattative concrete per i propri gioielli, però, gli azzurri si sono ritrovati fin qui immersi in un immobilismo totale che rischia di far molto male.

La dirigenza ha provato a strappare qualche prestito in giro per l'Europa (Emerson Palmieri e Sander Berge su tutti), ma al momento le proposte sono state tutte rispedite al mittente: per assicurarsi le prestazioni di questi profili servono formule diverse (cessione a titolo definitivo o, in alternativa, prestito con obbligo di riscatto). Tali formule, però, poco si sposano o non si sposano per nulla con le attuali possibilità dei partenopei, visto che la spia del serbatoio indica che la macchina è in riserva. Si ritorna così al punto d'inizio, con il nulla tra le mani, dopo esser passati per dei vicoli ciechi.

A 15 giorni dalla chiusura di questo mercato si ha la sensazione di essere arrivati ad un bivio: o qualcuno si fa concretamente avanti per i talenti della scuderia napoletana, oppure il rischio che la rosa possa restare così com'è diventa altissimo. Anche in questo caso la metafora di prima può tornar utile: Spalletti avrà tra le mani un'auto con poco carburante (davvero poche le alternative di livello ai titolari e con tre competizioni da affrontare) e con diversi vicoli ciechi che potrebbero presentarsi da un momento all'altro in caso di defezioni o infortuni.

Cristiano Giuntoli Napoli
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