Hamsik fa l'Hamsik e il Napoli travolge il Cesena...come quattr'anni fa! Adesso è Mertens a 'tremare', dovrà migliorare nei ballottaggi!

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di Fabio Cannavo (Twitter: @CannavoFabio)

Chi ben comincia…è a metà dell’opera, dice un antico proverbio. E il Napoli può ammettere di aver cominciato nel migliore dei modi questo 2015. Un saluto a Pino Daniele era necessario farlo così, da grande squadra, col lutto sul braccio e nel cuore. 1 a 4 al Manuzzi di Cesena, proprio come finì nel lontano 2010, quando c’erano Lavezzi e Cavani. Era importante partire col piede giusto e la tappa romagnola, si può dire, pare abbia avvantaggiato la corsa degli azzurri. Facile battere questo Cesena, abissale la differenza tra i due organici. Giusto così. Quattro reti in trasferta. Proprio per mandare un messaggio alla Juve che tra quattro giorni arriverà al San Paolo per la rivincita.

ECCOLO! – Accorciava, tornava a prender palla, aumentava il ritmo quando bisognava accelerare. Sosteneva Higuain e anche Gargano in tal caso. L’uomo ovunque di oggi. Marek Hamsik. Questo è il capitano di cui aveva ed ha ancora bisogno Rafa Benitez. Fantastico l’assist per il primo di Higuain, ma a stupire tutti è la grinta che ci ha messo quando qualsiasi pallone gli capitava tra i piedi. Massima concentrazione. Ma vuoi vedere che quella Supercoppa abbia fatto bene anche a lui?

I SOLITI NEI – Ci ha pensato Henrique quest’oggi. La disattenzione di giornata messa in opera dal brasiliano, però, non è stata l’unica. Qualche incomprensione di troppo tra i reparti, poi basta lasciare la palla agli attaccanti ed il Napoli torna a brillare. Il gol di Brienza capitato nella solita zona clou, quella che fa sempre male al Napoli, la propria trequarti.

L’ETERNO DUBBIO – Sì, nei dubbi ci rientra sempre lui. Dries Mertens. Che ci sia Insigne o de Guzman, quello che finisce nel ‘mirino’di Benitez è quasi sempre il belga. Ancora una volta, il tecnico spagnolo gli ha preferito Jonathan de Guzman, molto più educato a livello tattico. Poi i quindici o venti minuti finali sono di Mertens che, con la sua rapidità, può approfittare della stanchezza degli avversari. Adesso ci sarà anche Gabbiadini a tenerlo in bilico. Per il momento è quello ‘meno considerato’ dall’allenatore.

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