Certe leggerezze: perchè?

Editoriale  
Aurelio De Laurentiis, presidente del NapoliAurelio De Laurentiis, presidente del Napoli

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è risultato positivo al coronavirus

La SSC Napoli comunica che il Presidente Aurelio De Laurentiis è risultato positivo al Covid-19 in seguito al tampone effettuato ieri.

C’è dell’amaro in bocca, se si ripensa alle dichiarazioni di qualche giorno fa nei confronti di FIFA e UEFA su eventuali positività durante i ritiri delle nazionali. Ma il discorso non può non essere più ampio, non può portare che ad altre considerazioni. Prima di tutto, l’augurio al patron azzurro - e alla moglie Jacqueline - che possa passare tutto in fretta e senza alcun problema ulteriore.

Detto ciò: un calo di responsabilità, come definirlo altrimenti? De Laurentiis è un personaggio pubblico, è a suo modo un esempio. E di esempi se ne danno, ma buoni: col passare dei mesi, è calata l’attenzione e la concentrazione nei confronti del coronavirus e le immagini di quest’estate tra spiagge e locali sono ben definite nella nostra mente. Volendo apporre l’incondizionata buona fede nell’indigestione di ostriche di cui ha parlato De Laurentiis ieri in Lega - e considerando che il Napoli sin dall’inizio ha messo in atto un protocollo molto accorto e severo sui tamponi e sui comportamenti da mantenere -, ci sono alcuni dubbi che possono essere tranquillamente avanzati.

Il sito del Ministero della Salute recita:

“Sulla base delle circolari e ordinanze ministeriali, le Autorità sanitarie territorialmente competenti devono applicare ai contatti stretti di un caso probabile o confermato la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per quattordici giorni”

In relazione alla voce - mai confermata ufficialmente - di una positività accertata durante il ritiro di Castel di Sangro per un dirigente del Napoli, il presidente De Laurentiis avrebbe avuto contatti con il soggetto in questione? Se sì, si sarebbe posto in isolamento fiduciario in attesa dei tamponi di controllo?

Questa positività del dirigente risalirebbe ai giorni finali del ritiro: di settimana ne è passata una e l’isolamento fiduciario, per chi avesse avuto contatti con il soggetto, scadrebbe soltanto la settimana prossima. Il patron si è sottoposto regolarmente ai tamponi di routine che il club sostiene - e che ha visto appurare una sola positività, quella di Petagna -, quindi viene da pensare che la negatività al tampone sostenuto immediatamente dopo la positività - mai confermata - di un membro della SSC Napoli possa aver instillato - come definirla? - una certa sicurezza.

Spieghiamo meglio: nel caso di contatto con un positivo, il presidente - o chi altro - avrebbe dovuto attendere 14 giorni di isolamento per poter uscire di casa, prendere parte ad eventi pubblici e tornare alla vita quotidiana. Anche nel caso di tampone negativo a pochi giorni dal contatto col positivo - come accaduto -, perché tale tampone negativo non esclude che nei giorni a seguire il virus, ancora incubato al momento del primo tampone, possa manifestarsi. La prima negatività è sembrata rappresentare quasi un ‘via libera’, assieme alla mancanza di sintomi (escluso il mal di pancia attribuito a una scorpacciata di pesce, ostriche, di cui fonti Napoli hanno parlato all’ANSA).

Confermando i migliori auguri di buona e rapida guarigione - non è escluso un trasferimento per accertamenti a Roma -, le immagini restano ben impresse e negli occhi di tutti ci rimane la mancata mascherina indossata ieri in Lega, nemmeno all’uscita in mezzo a giornalisti ed altri presidenti e dirigenti tutti con mascherina (tranne Cairo del Torino e Fenucci del Bologna), in più le ricostruzioni di Repubblica e Corriere della Sera che raccontano di intossicazione da ostriche e di un responso di positività avuto dopo pranzo e comunicato al presidente della Lega Dal Pino solo ore dopo.

Che esempio si dà? Qual è l’immagine che ne esce all’esterno? Certe leggerezze: perchè?

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