Contraddizioni e accuse, l'immaturità di vincere e crescere

Editoriale ico calendario ico orologio18:05  
Contraddizioni e accuse, l'immaturità di vincere e crescere

VIDEO ALLEGATI

"Lo Scudetto voglio vincerlo, lotteremo sicuramente per questo traguardo. Io però sono una persona onesta e sincera, da me non avrete mai bugie. Io credo che noi siamo maturi per continuare ad essere forti e giocarcela fino alla fine per lo scudetto" - Aurelio De Laurentiis, Folgarida, 23 luglio 2014.

"Un errore che mi riconosco è aver detto durante il ritiro di Dimaro che avremmo vinto lo scudetto. Sulla razionalità del presidente è prevalsa la passione del tifoso: mi sono lasciato prendere la mano. Si vince quando c'è un fronte unico composto da squadra, società e tifosi. Lo scudetto ci sarà quando l'ambiente sarà maturo" - Aurelio De Laurentiis, Napoli, 2 gennaio 2015.

Maturo o non maturo, questo è il dilemma. E non parliamo di frutta, ma di cose ben più importanti. Parliamo di scudetto, o di quasi-scudetto, oppure di scudetto, sì, ma quello dei bilanci. Quello che i tifosi non vorrebbero vincere, che sacrificherebbero volentieri pur di vincere quell'altro, quello più importante, quello del quale poi attaccare la toppa sulla maglietta per la terza volta nella storia. Senza farsi i conti in tasca, però, infischiandosene del fair-play finanziario seguito alla lettera da Aurelio De Laurentiis.

La risposta da parte dei tifosi, arrivata stamattina al San Paolo, è deflagrata come una bomba: sugli spalti in venticinquemila, tanti da dover aprire un altro settore come la Curva e vederlo riempirsi per la metà. Per la felicità di Rafa Benitez, di Gonzalo Higuain, del curioso Ivan Strinic, della Supercoppa in bella vista a bordo campo. Ma il grande assente era lui, Aurelio De Laurentiis. Che stamattina, dalle pagine de Il Mattino, effettua una brusca retromarcia con annessa inversione a U: scudetto? macchè, il fronte azzurro non è unito a partire dai tifosi e senza unità di intenti a quel punto la maturità è soltanto l'esame alla fine del liceo e non quella necessaria per lo scudetto.

Va detto che, forse, le parole di Aurelio De Laurentiis un po' di senso ce l'hanno eccome: la piazza azzurra, sempre molto emotiva, si esalta per due vittorie e si butta giù dopo due pareggi/sconfitte, in barba all'equilibrio da sempre predicato da Rafa Benitez ogni volta che ne ha l'occasione. Ma le parole del presidente azzurro, a cui va dato atto di aver ammesso l'errore a distanza di mesi, stridono a fronte di ciò che è successo in estate: sfumati Maxime Gonalons e Christoph Kramer, si è voluto attendere l'esito del preliminare prima di agire sul mercato. Risultato? David Lopez, onesto ma non certo il primo della lista, e Walter Gargano, dato da tutti per partente.

Chissà se, dicendo quelle parole a Dimaro, Aurelio De Laurentiis pensava ad un proseguimento della stagione così come è accaduto, in un San Paolo talvolta desolante e talvolta desolato per i pochi spettatori, qualche risultato traballante ed una rumorosa assenza, la sua, almeno a parole, nel momento peggiore in cui il solo Rafa Benitez ha dovuto sostenere il peso di un silenzio stampa incassando critiche su critiche.

La risposta è no, non se l'aspettava. Non se l'aspettava nessuno, sinceramente. Avrebbe potuto far di più, invece di trincerarsi dietro un silenzio interrotto da qualche tweet, lasciando Rafa e la squadra in balia delle polemiche. Salvo poi riaffacciarsi con enorme 'rumore' in occasione della presentazione del suo film e weekend di Supercoppa, durante il quale ha monopolizzato i media locali e nazionali. Fino ad arrivare ad oggi: "Lo scudetto ci sarà quando l'ambiente sarà maturo". Una frase che, all'interno delle 40 lettere che la compongono, rappresenta una contraddizione netta: come è possibile creare le condizioni per un ambiente maturo ed equilibrato quando uno degli interpreti afferma che sì, ha sbagliato, ma l'errore è anche di uno degli altri interpreti? Oppure le frasi sul futuro di Benitez: giustissime, per carità, ma sempre stridenti con la parola 'equilibrio'. Quello che manca al Napoli e a Napoli, quello che Benitez cerca. Ma che è tanto difficile da trovare in un ambiente, Napoli, dove quasi quasi si gareggia nel suddividersi le ragioni di un insuccesso che, spesso, hanno una sola firma. Così facendo, l'equilibrio e la maturità difficilmente si troveranno...e anche le vittorie.

PS: potremmo anche parlare della parola in sè per sè, immaturi, ma è un altro discorso. La risposta dei 25mila del San Paolo è già qualcosa...

RIPRODUZIONE RISERVATA

IN ALLEGATO LE PAROLE DEL PRESIDENTE A DIMARO SULLO SCUDETTO 'MATURO'

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
Back To Top