C'era uno spagnolo, un argentino e un napoletano: ma è una barzelletta che non fa ridere, maledetta sosta...
20:30
Tanti sono i problemi manifestati dagli azzurri, quasi in ogni reparto del campo. Le disattenzioni difensive e la mancanza di qualità e/o di filtro a centrocampo lo hanno sempre caratterizzato, ma ultimamente il problema sembra essersi diffuso anche al reparto che, fino ad ora, aveva sempre tenuto a galla il Napoli. L'attacco stellare che faceva tremare qualsiasi difesa e che faceva invidia ai più blasonati club europei, sembra aver perso il proprio smalto e gli azzurri da un po' di tempo a questa parte non sono più la proverbiale macchina da gol che tutti temono.
Non è sicuramente una coincidenza e le ragioni sono talmente tante che possono reputarsi valide tutte o per paradosso nessuna. Potrebbe essere la perdita di Insigne, il cui infortunio lo terrà lontano dai campi di gioco praticamente per tutta la stagione. Plausibile, ma non dimentichiamo che Lorenzo, anche se nelle ultime partite si era ripreso, era stato additato praticamente da tutti proprio come il punto debole dell'attacco partenopeo e il suo ormai 'eroico' sacrificio tattico che manca allo scacchiere di Rafa, è una giustificazione che proprio non regge.
"Ma perchè non mette mai Mertens?", quante volte avrete sentito porre questa domanda? I crociati di Insigne ci hanno tolto il peso di trovare una risposta a questa difficile domanda. La fascia sinistra adesso ha un nuovo proprietario che, ironia della sorte, finisce in ospedale a causa di una testata che a momenti gli stronca la carriera. Niente di grave, si soffrirà un paio di partite ma poi Dries tornerà per la disperazione del terzino di turno. Manco a dirlo, sembra il primo caso di perdita di tecnica calcistica in seguito a trauma cranico.
E Callejon che fine ha fatto? Josè sembra quasi dare il meglio quando ha un obiettivo da raggiungere. Accettò la proposta del Napoli per giocarsi un posto al mondiale con la Spagna. Campionato straordinario, prestazioni da capogiro e gol a grappoli, ma Del Bosque non ne vuole sapere. Inizia l'anno tra mille voci di mercato e la sua volontà di tornare in Spagna fino al capolavoro psicologico di Benitez: "Lavora sodo e il mio amico Del Bosque ti chiamerà". Si accende la lampadina e ritornano gol e prestazioni, il telefono squilla e Callejon veste il rosso tanto agognato...e non torna più Napoli. Non possiamo nemmeno dire che abbia mandato il suo gemello scarso, anche perchè lui un gemello ce l'ha, e proprio scarso non è.
Ok ma abbiamo Higuain! Certo che si...il pipita c'è eccome. Lo sanno bene i compagni e gli arbitri, un poco meno i portieri ma, indubbiamente la sua presenza si nota. Molti pensano siano dei tic nervosi che si contrae nella parte nord-occidentale della Spagna nelle notti di fine estate, la cosiddetta sindrome di Bilbao. Non ci siamo, siamo sulla strada sbagliata. Le delusioni nel calcio ci sono e i professionisti lo sanno. Una cosa è certa: il pipita vuole essere un trascinatore, vuole scuotere i compagni, far sentire la sua presenza all'arbitro e all'ambiente. Tutto giusto... ma nella maniera sbagliata.
Ci 'rimane' il Capitano...Indubbiamente adesso il Marek di qualche annetto fa, farebbe proprio comodo, anche se solo facesse capolino una di queste sere a Doha non sarebbe male. Il suo valore di calciatore è stato inversamente proporzionale alla sua crescita come uomo. Silenzio, umiltà e professionalità ne ha da vendere. E' stato fischiato, ha abbassato metaforicamente la cresta, è sceso in campo, ha segnato e baciato la maglia. Ci sono baci e baci, è innegabile, ma sulla sincerità di quelli di Hamsik proprio non ci sono dubbi. Visto che un bacio tira l'altro...baciala ancora capitano.
Alessandro Marrazzo - Twitter: AleMarrazzo1981
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