Clamoroso Ziliani: "Nessuno ne parla in Italia, arriva dall'UEFA la stangata alla Juventus!"

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Clamoroso Ziliani: Nessuno ne parla in Italia, arriva dall'UEFA la stangata alla Juventus!

Ultime news Serie A, stangata per il calciomercato della Juventus: l'UEFA lo limiterà, il motivo

Calciomercato Juventus - Il giornalista Paolo Ziliani via X annuncia che l'UEFA potrebbe limitare presto il mercato estivo della Juventus: "Vuoi Tonali che costa 70 milioni? Prima devi vendere giocatori per 70 milioni". L'UEFA sta per mettere le manette ai polsi della Juventus ma i media si guardano bene dal raccontarlo ai lettori", a scriverlo è il giornalista.

Calciomercato Juventus e Spalletti

Calciomercato Juve limitato dall'UEFA

Insomma, com'è successo l'estate scorsa a Chelsea e Barcellona, autori della stessa infrazione al FPF contestato alla Juventus, potrebbe arrivare il limite al mercato estivo. Lo scrive Paolo Ziliani:

"Ma lo sgarro di Madama, recidiva, è più grave, sul prossimo mercato il club bianconero si presenterà con le mani legate: se vorrà acquistare un giocatore dal prezzo X e dallo stipendio Y dovrà prima cedere giocatori al prezzo X e dallo stipendio Y. E a meno di vendere Yildiz e Bremer, racimolare soldi con le bufale di Giuntoli e Comolli diventa un'impresa disperata.

PREMESSA

La Juventus sembra intenzionata a prolungare a cifre d’ingaggio sostanziose il contratto quinquennale in scadenza con Vlahovic: Dusan che gioca nella Juventus da cinque stagioni, le ultime cinque stagioni deludenti che ricordiamo.

La Juventus ha da poco rinnovato il contratto di Yildiz che ora è il giocatore juventino più pagato: Kenan che gioca nella Juventus da quattro stagioni, quelle dei flop dell’ultimo Allegri, Motta, Tudor e Spalletti.

La Juventus ha da poco rinnovato, raddoppiandogli lo stipendio, il contratto di McKennie: l’americano che gioca nella Juventus da sei stagioni, tutte chiuse senza scudetto.

La Juventus è in dirittura d’arrivo per prolungare il contratto all’allenatore Spalletti: il tecnico di Certaldo che come i predecessori Tudor, Motta, Allegri e Pirlo sta per chiudere la sesta stagione juventina senza aver lottato per il titolo.

In pratica, la Juventus sta mettendo mano al portafogli per trattenere tesserati che ha in organico da anni e rimanere quindi la stessa modesta squadra degli ultimi uno-due-tre anni.

SVOLGIMENTO

Il mio articolo di ieri, intitolato “Miracolo a Torino: dopo avere favoleggiato di “shopping scudetto Juve” al mercato di gennaio (euro spesi: zero), Tuttosport ritorna in sè e si accorge che i conti di Madama sono un buco nero”, pubblicato su Substack e su X, a giudicare da reazioni e commenti ha creato un certo scompiglio. Mentre il tam tam di giornali e tv sulle “magnifiche sorti e progressive” del prossimo mercato juventino impazza senza sosta titillando i tifosi con rumors e indiscrezioni su imminenti e costosi acquisti come quelli di Tonali, Osimhen, Alisson e via elencando, mi ero permesso di ricordare, col mio pezzo, che la Juventus non solo sta per essere sanzionata dall’UEFA per il mancato rispetto delle regole del Fair Play Finanziario, e andrà quindi incontro a limitazioni e restrizioni che le legheranno mani e piedi in sede di mercato, ma per una lunga serie di operazioni mal riuscite, per non dire fallite, da essa stessa portate a termine si trova già oggi davanti a uno spaventoso ammanco di soldi su cui pensava di poter contare in vista della stagione prossima. E come si dice in questi casi, mica bruscolini.

1. L’eliminazione ai playoff dalla Champions ha fatto sparire 15 milioni di premi UEFA messi a bilancio (senza contare i milioni del botteghino per partite da tutto esaurito che non ci saranno).

2. A fine maggio vanno pagati al Lipsia 42 milioni per l’obbligo d’acquisto di Openda, il giocatore più disastroso dell’anno (e fanno 57).

3. Sempre a fine maggio torneranno all’ovile, non riscattati da Nottingham e Atletico Madrid, Douglas Luiz e Nico Gonzalez non essendo maturati gli obblighi d’acquisto fissati a 25 milioni più 3,5 di bonus per Douglas e a 32 milioni per Nico: sono 60,5 milioni che si squagliano come neve al sole (e fanno 117,5).

4. Continua a gravare a bilancio il peso degli emolumenti da corrispondere a Thiago Motta e al suo staff, licenziati dopo sette mesi, per un totale di 16,3 milioni (e fanno 133,8).

5. Per il mancato rispetto del FFP l’UEFA infliggerà una multa che, com’è stato un anno fa per il Chelsea, dovrebbe aggirarsi sui 20 milioni incondizionati (cioè da pagare subito) più 60 condizionati, cioè scontabili a patto di rimettere a posto le perdite a bilancio (e fanno 153,8).

6. In più, in caso di mancato raggiungimento del 4° posto, la mancata qualificazione alla Champions comporterebbe per la società un danno a bilancio già stimato in 60/80 milioni (e fanno 213,8 o 233,8), senza contare i minori introiti che arriverebbero dagli sponsor: parliamo di un’altra quindicina di milioni.

Fatta eccezione per l’ultima voce, l’unica aleatoria (la Juventus ha naturalmente tutte le possibilità di battere la concorrenza di Roma e Como e piazzarsi al 4° posto), ogni altra voce è invece già oggi certa; parliamo di 150 milioni tra spese che la Juventus dovrà sostenere e introiti previsti che invece non si concretizzeranno: centocinquanta milioni spariti dalle casse di un club che per sua stessa ammissione sta per essere colpita dalle sanzioni dell’UEFA.

Ora, per chi l’avesse dimenticato. La Juventus, che nell’estate 2022, con i bilanci che facevano acqua da tutte le parti, aveva sottoscritto con l’UEFA un Settlement Agreement, e cioè un accordo in cui si impegnava nei quattro anni successivi a coprire i tanti buchi in bilancio, a distanza di un anno venne trovata con le mani nella marmellata. Le carte dei magistrati di Torino, quelle dell’Inchiesta Prisma che aveva decapitato il Cda guidato da Andrea Agnelli, erano finite sul tavolo del CFCB, il Comitato Controllo Bilanci indipendente dell’UEFA; e poichè c’erano le prove che la Juventus aveva mentito nelle informazioni fornite a Nyon nascondendo gli imbrogli compiuti dal 2018 al 2022, il Settlement Agreement venne stracciato e la Juventus fu punita con la massima delle sanzioni, l’esclusione per un anno dalle competizioni europee. Era l’estate 2023 e la stagione 2023-24 vide la Juventus estromessa dalle coppe (avrebbe dovuto prendere parte alla Conference Leaague).

Perchè racconto questo? Lo racconto perchè l’UEFA, com’è noto da tempo, ha aperto un nuovo procedimento a carico della Juventus per violazione di una delle tre regole del Fair Play Finanziario, la “Football Earnings Rule” (divieto di accumulare perdite superiori a 60 milioni in un triennio), e a fine maggio il club salirà a Nyon per sottoporsi al giudizio del CFCB che gli infliggerà sanzioni certe come la stessa Juventus ha già preannunciato in un suo comunicato ufficiale. Sulla base del trattamento ricevuto dal Chelsea un anno fa per l’identica infrazione contestata alla Juventus, sia pure di entità minore minore, il club bianconero dovrebbe concordare con l’UEFA un nuovo Settlement Agreement, ricevere una multa di 20 milioni incondizionati (da pagare subito) più 60 estinguibili in caso di buona condotta futura e incassare una sanzione sportiva che comporta il divieto di inserire nuovi giocatori nella lista dei calciatori impiegabili nelle coppe (oppure il permesso di farlo ma a patto di procedere prima a cessioni dello steso importo degli acquisti desiderati). Per capirci, se la Juventus desiderasse acquistare, come si sente dire, Tonali dal Newcastle per una cifra, poniamo, di 70 milioni, prima dovrebbe cedere giocatori per 70 milioni. È quel che sta avvenendo da un anno al Chelsea e al Barcellona, solo per citare i due casi più recenti e noti: per quattro stagioni gli inglesi e per due gli spagnoli, i due club sono obbligati a non spendere un euro in più per gli acquisti di quelli incassati con le vendite. E lo stesso dicasi per il monte stipendi che non può in nessuno modo essere alzato.

Questo uno stralcio del comunicato con cui l’UEFA, il 4 luglio scorso, ha comunicato le sanzioni adottate nei confronti di Chelsea e Barcellona (più altri quattro club) per la violazione della norma “Football Earnings Rule” che è stata contestata anche alla Juventus.

“Per quanto riguarda la Football Earnings Rule, la Prima Camera del CFCB ha stabilito che HNK Hajduk Split (CRO), Aston Villa FC (ENG), Chelsea FC (ENG), FC Barcelona (ESP), Olympique Lyonnais (FRA) e FC Porto (POR) non hanno rispettato la regola degli utili calcistici, introdotta per la prima volta nella stagione 2024/25.
Cinque club hanno accettato accordi transattivi (settlement agreements) della durata di 2, 3 o 4 anni, in base alla loro capacità di tornare in regola entro un certo termine. L’obiettivo finale è essere pienamente conformi alla regola degli utili entro la fine del periodo stabilito:

Chelsea FC (ENG):
Durata: 4 anni (fino alla stagione 2028/29)
Totale multa: €80 milioni
Di cui incondizionata: €20 milioni
FC Barcelona (ESP)

Durata: 2 anni (fino alla stagione 2026/27)
Totale multa: €60 milioni
Di cui incondizionata: €15 milioni

Tutti questi club saranno soggetti a limitazioni nell’iscrizione di nuovi giocatori nella Lista A per le competizioni UEFA, misure che possono essere condizionate, incondizionate o entrambe, e variano in base alla durata dell’accordo. Inoltre, dovranno rispettare obiettivi annuali intermedi; in caso contrario, potranno subire sanzioni aggiuntive, tra cui restrizioni più severe o l’esclusione dalle competizioni UEFA future”.

A dispetto della sanzione che lo obbligava a non spendere 1 euro in più di quelli incassati con le cessioni, il Chelsea ha potuto cavarsela benissimo. Avendo a libro paga un’infinità di giocatori di livello medio-alto, ne ha venduti diversi (Madueke per 55 milioni all’Arsenal, Nkunku 37 Milan, Chukwuemeka 20 Dortmund, Joao Felix 28 Al-Nasr, Petrovic 28 Bournemouth, Veiga 24 Villareal, Dewsbury-Hall 29 Everton, Borja 23 Burnley, addirittura Nicolas Jackson 16 milioni per il solo prestito al Bayern) e altri ancora: e col ricavato ha acquistato Gittens per 64 milioni dal Dortmund, Garnacho per 46 dallo United, Hato per 44 dall’Ajax e Estevao per 34 dal Palmeiras. Rinforzandosi. E ricorrendo a inenarrabili acrobazie la stessa cosa ha cercato di fare anche il Barcellona. 

Se la caverà anche la Juventus? Difficile. Perchè a meno che non decida di mettere sul mercato Yildiz e Bremer, i suoi due soli veri campioni e gli unici ad avere un potenziale mercato ad alto livello, cedere i vari Openda, David, Koopmeiners, Zhegrova e via dicendo, ossia le zavorre - sia sul piano tecnico che economico - di cui il club e Spalletti si libererebbero volentieri è impresa disperata. Nessun club al mondo li acquisterebbe alle insensate cifre cui Comolli e Giuntoli li hanno ingaggiati e cederli sotto costo comporterebbe il fatto di iscrivere a bilancio minusvalenze sanguinose peggiorando ulteriormente la situazione. Rimangono i Cambiaso e i Kalulu, i Locatelli e i Conceiçao, i Gatti e i Thuram: giocatori di modesto richiamo sul panorama internazionale che trovando un amatore puoi cedere a 25-30 milioni: dopodiché è con quei soldi che devi riuscire a rafforzarti trovando sostituti migliori alle stesse cifre. 

Sia quel che sia la realtà dei fatti dice che se la Juventus desidera schierarsi al via della prossima stagione con tre o quattro nuovi acquisti, poniamo per una spesa di 100 milioni, dovrà prima procedere alla cessione di giocatori per l’equivalente valore: e stando attenta a non appesantire il monte ingaggi che deve rimanere quantomeno inalterato.

Come se tutto questo non bastasse c’è un particolare che arriva a complicare ancor più le cose per Madama. Il regolamento UEFA (articolo 29) dice che se un club è recidivo, se commette cioè un illecito nei tre anni successivi a una sanzione già ricevuta per lo stesso illecito, la recidività diventa una circostanza aggravante che porta a un inasprimento delle sanzioni. Ebbene, nell’estate 2023 per l’infinita serie di illeciti a bilancio che tutti ricordiamo (plusvalenze fittizie e via elencando) la Juventus ha subìto dall’UEFA la più pesante delle sanzioni, l’esclusione dalle coppe, più 10 milioni di multa; e oggi a meno di tre anni - quindi in “periodo recidiva” - si ripresenta davanti alla Corte UEFA con un’altra sequela di illeciti, comprese le vecchie plusvalenze fittizie che la nuova dirigenza ha continuato bellamente a iscrivere a bilancio, affermando di avere il diritto di farlo, come quelle per Iling jr. e Barrenechea nell’affare Douglas Luiz-Aston Villa, quella di Alberto Costa nell’affare Joao Mario-Porto, quella di Dragusin nell’affare Cambiaso-Genoa.

Peccato che l’UEFA non le ammetta e lo abbia detto in tutte le salse: come dimostrano le recenti sanzioni inflitte all’Aston Villa per l’identico motivo. Anche su questo il CFCB giudicherà la Juventus che, lo ripeto, è recidiva in materia. Un anno fa, causa recidività, l’ente presieduto da Ceferin ha punito con l’esclusione sospesa dalle competizioni europee tre club, la Dinamo Tbilisi, la Dinamo Batumi e l’Astana. “Esclusione sospesa” significa che l’UEFA ti ammette alle coppe ma sub judice, e cioè con la spada di Damocle dell’estromissione dall’Europa per uno o più anni alla prima, minima violazione del Settlement Agreement che il CFCB controlla ogni quattro mesi. 

Volenti o nolenti, la situazione in cui la Juventus si ritrova è questa. Un pasticciaccio brutto che però non pare interessare a nessuno, in primis ai media italioti che ogni giorno fanno a gara a chi la spara più grossa sul conto del prossimo mercato juventino. Oggi il premio “Balla d’Oro” va a Sportmediaset che spara la notizia (tenetevi forte) di Lewandowski alla Juventus. Per chi non lo sapesse, Lewandowski al Barcellona ha uno stipendio di 20 milioni netti: per ingaggiarlo la Juventus dovrebbe liberarsi prima in un sol colpo degli stipendi di Yildiz, Vlahovic e McKennie. Il che significa liberarsi di Yildiz, Vlahovic e McKennie. Per portare a Torino Lewandowski, 38 anni, magari a giocare l’Europa League. 

La giostra è ripartita. Altro giro, altro regalo".

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