11-02-2026
17:00
Calciomercato Napoli - L’obiettivo Sesko al Napoli, la trattativa per Choupo-Moting al Lecce e non solo: Mauro Meluso ha parlato a Gianluca Di marzio dopo aver tenuto una lezione a Coverciano per il corso di Match Analyst: “Il calcio non è una scienza esatta, non è matematico, però ha una logica. Quelli che fanno il mio mestiere, e che lo fanno da tanti anni come me, possono dare degli spunti dal punto di vista dell’esperienza. Io vengo dalla vecchia scuola, quella dove il direttore sportivo ha un ruolo centrale nelle scelte. È cambiato molto, allo Spezia nel 2021, dove raggiungemmo una miracolosa salvezza, la nuova proprietà mi disse che avrebbe voluto usare l’algoritmo. Io risposi che l’algoritmo poteva servire per scremare la ricerca, ma la scelta dei giocatori sarebbe stata mia. Per questo sono stato esonerato con altri due anni di contratto“.
Prima dell’avventura con lo Spezia, ci fu quella lunga, dal 2016 al 2020, da d.s. del Lecce: “Uno dei posti migliori dove sono stato a lavorare, con Sticchi Damiani mi sono trovato benissimo e abbiamo fatto una scalata pazzesca dalla C alla A". Il retroscena più clamoroso, su questa parentesi, è una trattativa di cui poi non si fece nulla. Una vera e propria mission impossible: “Chiamai Leonardo, che era direttore del PSG. Choupo-Moting giocava poco e io gli proposi di un prestito. Leonardo era d’accordo, ma era una cosa quasi impossibile. Andai a Parigi per vedere un agente per un altro giocatore e in quel caso andai a vedere il PSG. In quella partita perdevano 1-0, si fece male Cavani ed entrò Choupo-Moting, che fece una doppietta. In quel momento capii che era diventato come scalare l’Everest in ciabatte. Anche se il mercato era ancora aperto non andai nemmeno più a parlare con Leonardo".

Ma veniamo al Napoli che, come dicevamo, è stato il punto più prestigioso della carriera di Mauro Meluso nella stagione 2023/24. Arrivato però nel momento peggiore possibile:
“Difficile dire se io sia riuscito o meno a sfruttare la chance, ma va detto che era una situazione complicata, dopo uno scudetto e una stagione supergloriosa. Fu difficile impormi come ero abituato a fare. Ricordo bene la gestione di tanti momenti vissuti, fu un’annata disgraziata ma al presidente De Laurentiis va tutta la mia gratitudine: ho fatto la Champions, ho pranzato con Florentino Perez prima di Real Madrid-Napoli. Sono esperienze indimenticabili“.
E anche qua non mancano i retroscena di mercato:
“Ho un po’ di rammarico, perché avrei potuto fare qualcosa in più. Chi avrei voluto prendere? Mi ero prefissato di prendere Sesko per l’attacco. Mentre con Mazzarri volevamo puntare su Theate, che poi non siamo riusciti a prendere. Purtroppo non era facile in una stagione in cui è sempre mancata continuità tecnica“.
Anche per queste difficoltà, non tutte le sue operazioni diedero immediatamente i loro frutti: “Natan fu un’intuizione di Maurizio Micheli e quando io arrivai erano già abbastanza avanti nella trattativa, ma la sottoscrissi a 360 gradi, perché questo ragazzo aveva potenzialità enormi. Caratterialmente era un po’ timido e aveva bisogno di tempo per esprimersi“.
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