Papin rivela: "Mi chiamò Berlusconi, mi voleva al Milan ma furono i dirigenti del Napoli a venire a casa"
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Jean-Pierre Papin torna a raccontare uno degli episodi più particolari alla Gazzetta dello Sport della sua carriera, legato al trasferimento al Milan e all'incontro con Silvio Berlusconi.
L'ex attaccante francese ha ricordato come nacque l'operazione di mercato, svelando dettagli curiosi sulla corte rossonera e sul ruolo avuto dal presidente.
Nella vicenda, però, entrò inizialmente anche il Napoli, che provò a convincere il calciatore con una visita a casa. Papin, Berlusconi e il Milan: il retroscena del trasferimento
“Un giorno mi chiamò Berlusconi che mi voleva al Milan, ma furono i dirigenti del Napoli a venire a casa, in modo molto cerimonioso. Poi fui invitato a Villa d’Este sul lago di Como da Berlusconi che mi mandò a prendere in elicottero, per portarci ad Arcore, in una villa di un lusso che non ho mai visto altrove, con un Rembrandt e un Caravaggio appesi al muro, ma anche le repliche di tutti i trofei del Milan. Berlusconi si mise al piano per cantare in francese un pezzo di Gilbert Becaud. Poi in elicottero andammo a San Siro per vedere Milan-Lazio e annunciò il mio acquisto per la stagione seguente. Mi regalò un orologio e un’orchidea d’argento per mia moglie, ma anche delle cravatte del Milan: firmai il contratto e rientrammo a Marsiglia".
