Gasperini: "Non riusciamo a fare mercato". Ma i numeri della Roma raccontano altro
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Gian Piero Gasperini non nasconde la propria insoddisfazione dopo la pesante sconfitta per 3-0 contro il Brighton. Il tecnico della Roma ha criticato apertamente la situazione sul fronte mercato, lamentando la mancanza di alternative in rosa e una campagna acquisti che, secondo lui, procede troppo lentamente.
Roma, mercato e sfogo: i numeri raccontano altro
Nel post-partita, Gasperini ha espresso senza mezzi termini il proprio malcontento: "Noi non riusciamo a fare mercato perché abbiamo troppi pochi calciatori". Un'affermazione arrivata dopo il ko in Inghilterra, con l'allenatore che ha puntato il dito anche contro le tempistiche della sessione estiva.
Il tecnico giallorosso ha poi risposto in maniera altrettanto netta quando gli sono state chieste spiegazioni sulle possibili cessioni: "Non lo so. Adesso abbiamo un ad e dovrete fare a lui queste domande".
Le parole di Gasperini, però, vanno confrontate con quanto fatto finora dalla società. La Roma ha infatti investito cifre importanti per rinforzare l'organico, nonostante alcune operazioni non siano andate a buon fine, come quelle relative a Greenwood e Summerville.
Secondo i dati riportati, il club ha già speso almeno 84,5 milioni di euro per i nuovi acquisti, senza considerare gli eventuali bonus legati alle operazioni. Una cifra significativa, soprattutto se rapportata ai 14,3 milioni incassati dalle cessioni.
A questo bisogna aggiungere i rinnovi di Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini, che hanno contribuito a mantenere elevato l'impegno economico della società. Il tutto in un contesto reso ancora più delicato dalla multa ricevuta dalla UEFA per il mancato rispetto delle norme del Fair Play Finanziario.
Il bilancio del mercato presenta quindi un saldo negativo di 83,2 milioni di euro. Numeri che sembrano raccontare una realtà diversa rispetto alla percezione espressa da Gasperini: la Roma ha speso molto, ma il tecnico continua a chiedere ulteriori rinforzi per completare una rosa che considera ancora troppo corta.
