Napoli Basket, Caird: "L'anno scorso ero in Giappone, ma Magro mi colpì! Vediamo il basket nello stesso modo"
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L’assistant coach del Napoli Basketball Cristopher Caird parla a Speak&Roll su Radio CRC.
"La nostra è una squadra in rodaggio, ci vuole tempo per raggiungere una chimica, ma c'è fiducia che la squadra possa riuscire a raggiungere buoni livelli. Vorremmo giocare sempre molto veloce, in stile run&gun e andare al tiro senza necessariamente sfruttare i 24 secondi dell'azione, un aspetto che dovremmo migliorare perché non tutte le percentuali sono soddisfacenti".
"È una squadra molto difensiva, quindi abbiamo preparato molte situazioni d'attacco per provare a scardinare il loro gioco, ma non scendo nei dettagli, vogliamo solo vincere (ride, ndr)".
"L'anno scorso allenavo in Giappone, poi dovetti tornare in Europa per problemi familiari. Verso febbraio mi misi a guardare molte partite e volevo cercare una squadra che prediligeva uno stile di gioco offensivo, mi misi in contatto con vari allenatori di alto livello e volevo imparare da loro come si prepara una partita tatticamente e psicologicamente. Uno dei team che mi colpì furono i BC Wolves di coach Magro, ebbi l'opportunità di parlarci a lungo e di capire che avevamo la stessa visione del basket e quindi eccomi qua".
"Il campionato italiano è veramente forte, dalla cima al fondo: ogni partita è una storia a parte e pure le squadre di bassa classifica possono volare sulle ali della sfida e dell'entusiasmo contro dei team che giocano le coppe europee. Pensando a leghe in cui sono stato e ho lavorato come l'Islanda o l'Inghilterra, ovviamente la differenza sui tesseramenti dei giocatori americani, in Islanda se ne può tesserare solo uno, qui in Italia se ne possono tesserare 5 e di alto livello, poi in Islanda lo sport non è tra i più diffusi. Per quanto riguarda l'Inghilterra credo ci siano tanti talenti, ma lo sviluppo del vivaio e dei coach non è il massimo".
"Non lo seguo direttamente il settore giovanile, ma mio figlio è nella squadra Under 15 e noto come lavorino molto bene, è un buon settore giovanile con tanti margini di miglioramento".
"Giocavo in Islanda e tramite dei contatti con dei coach locali ebbi l'opportunità di andare nel junior college di "Santa Clara" dove però ho subito un grave infortunio al ginocchio. Sono stato poi al college di "Drake", dove più che da guardia ho ripreso a giocare da ala grande. Dove mi vedo da qui a cinque anni? Vorrei allenare in un top team europeo, ma voglio ancora continuare ad imparare, non ho fretta".
