Le 72 ore di Vergara hanno un solo paragone, ed è accaduto in America più di dieci anni fa

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Le 72 ore di Vergara hanno un solo paragone, ed è accaduto in America più di dieci anni fa

Settimana speciale per Antonio Vergara

Le ultime 72 ore della vita di Antonio Vergara sono ricche di emozioni, di momenti, di sguardi, son quelle robe che possono accadere una volta nella vita, quando si sistemano tutte le congiunzioni astrali e le coincidenze del destino.

di Claudio Russo (@claudioruss)

Si fanno male tutti i centrocampisti, Conte si guarda indietro ed in panchina vede Antonio, che giovane non è a 23 anni. Nel giro di un mese e mezzo passa da un assist a Lucca in Coppa Italia al primo gol in Champions League - e che gol, aggiungeremmo -, al primo gol in Serie A. Anche qui, dal dribbling europeo all’affondo palla al piede italiano.

In questo momento, considerando la lunga serie di assenze, il Napoli è rappresentato da un paio di giocatori sopra tutti. Da Scott McTominay, affidabile fisicamente come le monoposto di Formula 1 che devono ruotare solo tre motori per ventiquattro gran premi in nove mesi, ad Antonio Vergara che rappresenta leggerezza, freschezza, al limite un filo di incoscienza ma non ditelo a Conte.

La parabola di Antonio Vergara, che nel giro di 60 giorni si è ritrovato dall’essere l’ultimo cambio nella metà campo offensiva all’essere titolare inamovibile (e chissà cosa può succedere con i vari rientri), trova pochi paragoni nel mondo sportivo. Uno di questi può essere Jeremy Lin.

Chi è Jeremy Lin? Un ex giocatore di pallacanestro che, nel 2011-12, da perfetto sconosciuto, che non gioca mai, approfitta degli infortuni dei compagni di squadra ai New York Knicks per inanellare una serie di prestazioni di altissimo livello. Per intenderci: in sei partite di fila segnò almeno venti punti (nove volte in dieci match), arrivando a farne 38 contro i Los Angeles Lakers, scatenando una isteria collettiva per la drammatica esplosione di talento in un giocatore tutto sommato mai sotto i radar. Giusto per mettere in mezzo qualche numero: Jeremy Lin aveva giocato 55 minuti in 23 partite, Vergara fino al 3 dicembre ne aveva messi assieme solo due. 2. Da quel momento ad oggi, 474 in più.

“Giocatori così bravi di solito non nascono dal nulla. Sembra che nascano dal nulla, ma se si riesce a guardare indietro, il suo livello di abilità era probabilmente presente fin dall'inizio. Probabilmente è passato inosservato”, disse Kobe Bryant di Jeremy Lin. Si può dire lo stesso anche di Vergara, in fin dei conti? Invece di “Linsanity”, gioco di parole nato dal cognome Lin e dal termine inglese “Insanity”, follia, per Vergara si può parlare di…Vergaraptus?

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