Maradona al San Carlo: Napoli divisa in due. De Magistris: "Non ci vedo nulla di male, non si metterà mica a cantare"

Rassegna Stampa ico calendario ico orologio09:00 fonte : Repubblica

Canessa, ex sovrintendente del Massimo, polemizza su Maradona al San Carlo dalle pagine di “Repubblica” e il mito spacca la città. A pochi giorni dal pallone sul palco delle stelle e il dibattito si infervora, rimbalza su blog e social (sondaggio sul nostro sito www.napoli.repubblica.it).
Il sindaco Luigi de Magistris è anche presidente del San Carlo, e sdrammatizza: «Non ci vedo niente di male, Maradona è stato un grande dello sport e appartiene alla storia di questa città. Io sono per un teatro popolare, dunque Maradona va benissimo. Non c’è niente da scandalizzarsi. Nessuna deriva trash, non si metterà certo a cantare. Io sarò in prima fila e sarò felice di stringergli la mano». Contrarissimo Roberto De Simone: «Nemmeno in un teatro di provincia. Il San Carlo è internazionale, ha una storia ricchissima, ha ospitato i più grandi cantanti e i migliori direttori d’orchestra. Bisogna farci soltanto la musica, la lirica, il balletto. Non è un posto per il calcio, l’uso che se ne vuole fare è fortemente improprio. A Londra o a Parigi sarebbe inconcepibile. Ma dov’è finita la grande cultura internazionale di Napoli?». Non la pensa così Gennaro Cappabianca, presidente della Metropolitana di Napoli e nel collegio dei revisori dei conti del San Carlo: «Mi auguro che sia organizzato al meglio, è il ricordo di un evento particolare, la vittoria del primo scudetto. Il teatro ha ospitato tante altre manifestazioni anche non legate alla lirica e non credo sia stato fatto solo per motivi commerciali. Mi fa sorridere che si accendano tutti: i napoletani dovrebbero interessarsi 366 giorni all’anno del loro teatro, non solo quando viene Maradona ».

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