Ieri nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo - con al suo fianco il sindaco Gaetano Manfredi e Stefano Ceci, il manager-amico di Maradona, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato del suo allenatore Luciano Spalletti:
«L’allenatore è di altissimo livello, formidabile. L’ho preso perché era il signor Spalletti. E poi ho conosciuto anche l’uomo, che è serio. Tutto ciò m’ha spinto anche a dirmi: Aurelio, anche stavolta hai fatto centro»
Come racconta il Corriere dello Sport, domanda di rito, quando mancano appena dodici giorni alla chiusura del mercato:
“Il Napoli è terzo, si è ripreso la Champions League, Spalletti stagione esaltante almeno sino alla Fiorentina. Dunque, cosa succederà? Nella dinamica d'un discorso articolato si scova poi una vaga allusione che pare persino una assunzione di responsabilità che l’allenatore si dovrebbe prendere:
«Spalletti sta lì: si è fatto una casa? No. È lui che deve sentire che Partenope sta sulla sua testa e sulla sua anima. Se lui a un certo punto sentirà che questa anima sua si è tinta di azzurro non ne potrà fare a meno. Lasciamo lavorare e ambientare»”
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