La Procura attacca: "Diffamò Equitalia, processate Maradona". Diego: "La mia fu una difesa legittima"

Rassegna Stampa ico calendario ico orologio12:10 fonte : Corriere del Mezzogiorno

Le frasi contro Equitalia costano care a Diego Armando Maradona. La Procura di Roma ha infatti chiesto ieri il rinvio a giudizio del campione argentino perché tra il maggio e il giugno del 2012 avrebbe offeso Equitalia e il suo presidente Attilio Blefera affermando di essere «vittima di una strumentale persecuzione sulla base di documentazione falsa e di procedure irregolari». Il pm Nicola Maiorano ha chiesto il processo anche per l’avvocato napoletano Angelo Pisani, tramite il quale furono diffuse alcune delle dichiarazioni del Pibe de Oro. Il gup Chiara Giammanco dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio gli imputati nell’udienza fissata il 18 marzo, nel corso della quale Equitalia si costituirà parte civile denunciando «un’ampia e denigratoria campagna di stampa» che l’ha dipinta come «un ente prevaricatore e volto a esasperare le difficoltà economiche dei contribuenti meno abbienti».

Immediata la replica di Maradona: «Nessuna diffamazione, mi sono solo difeso. E il diritto di difesa è previsto dalla Costituzione italiana». E il suo avvocato, imputato con lui, aggiunge: «È assurdo, difenderò le ragioni di Maradona fino alla fine, il mio dovere professionale mi impone di difendere un innocente. Nessuno ha mai diffamato Equitalia, Maradona ha solo legittimamente esercitato nelle sedi competenti il diritto di denuncia della sua nota innocenza ed estraneità ad addebiti inesistenti. Diego è stato vittima mediatica di ingiuste ed infondate pretese, pertanto il suo invocare giustizia e respingere addebiti illegittimi è scriminato dal diritto di denuncia». 

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