L'editoriale di Crosetti: "Gestaccio di Leandro, ha capito Juve-Torino in due settimane. I ragazzi ci emulano, che tristezza"
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Vi proponiamo di seguito l'editoriale di Maurizio Crosetti per l'edizione odierna de La Repubblica: La volgarità
Vi proponiamo di seguito l'editoriale di Maurizio Crosetti per l'edizione odierna de La Repubblica:
La volgarità introduce il derby, lo anticipa in quella che potrebbe sembrare solo un’operazione mimetica (i ragazzi emulano gli adulti) e invece è profondo contagio sottoculturale. È dunque accaduto che alla fine di Torino-Juventus Primavera, ieri pomeriggio al Filadelfia, i bianconeri abbiano cercato e trovato il gol vincente con Arnel Jakupovic, talento austriaco di origini bosniache, e che un attimo dopo il suo ancor più talentuoso compagno Leandro Fernandes (costui, olandese di origini angolane: nel calcio dei ragazzi non trovate più un italiano neanche a cercarlo col lanternino) abbia mostrato il dito medio ai tifosi avversari.
Non pochi dei quali sono, nei derby giovanili, gli stessi ultrà della domenica: alcuni di loro avrebbero insultato lui e sua madre per tutta la gara per il colore della pelle, come ha spiegato lo stesso Leandro sui social, in serata, quando si è scusato per il gesto.
Due settimane appena gli sono bastate per capire che aria tira da noi (la Juventus lo ha acquistato dal PSV Eindhoven a gennaio, ce l’ha portato Raiola, e ha già fatto sapere che lo multerà per l’episodio). Eppure non ha avuto il tempo di scoprire che appena due anni fa, in un analogo derby tra Toro e Juve, però più piccino, con in campo addirittura i Pulcini, è finita a pugni tra papà e borsettate tra mamme, con i tempi supplementari al Pronto Soccorso dell’ospedale di Borgomanero. A innescare quella squallida rissa, insulti razzisti a un mini giocatore con la pelle scura.
Non sa, il ragazzo del dito medio che cinque anni fa la finale della Coppa Italia Primavera tra Napoli e Juventus si era chiusa con un gestaccio del bianconero Matteo Gerbaudo verso il pubblico partenopeo: quella volta l’arbitro vide (ieri no) e mostrò il rosso a Gerbaudo del quale, poi, si sono perdute le tracce, peccato perché prometteva bene. O magari bisognerebbe raccontare al giovane Fernandes di quando Torino e Juventus Primavera si affrontarono in campionato nel dicembre 2014, e pure quella volta vinsero i bianconeri in extremis, e tra i dirigenti della Juve c’era Gianluca Pessotto al quale si rivolsero due bestie umane di 57 e 51 anni, urlandogli «muori, suicidati, ammazzati, buttati di sotto».
Vennero identificate qualche giorno dopo ma Pessotto non le denunciò, a toccare il letame ci si sporca le mani.
I ragazzini ci guardano e non sono migliori di noi, perché neppure noi lo siamo. Il calcio isterico e trucido che abbiamo partorito e allevato come un serpente in salotto fa le uova, che poi si schiudono ed escono giornate come quella di ieri al Filadelfia. Proprio lì, tra l’altro.
Che tristezza".

