L'editoriale di Corbo: "Gattuso ha giocatori con buona qualità media, ma da inserire nella logica di un gioco che non si intravede"

Rassegna Stampa  
L'editoriale di Corbo: Gattuso ha giocatori con buona qualità media, ma da inserire nella logica di un gioco che non si intravede

L'editoriale di corbo

Ultime calcio Napoli - Antonio Corbo commenta l'inizio del campionato di Serie A nel suo consueto editoriale su Repubblica: 

"Il campionato dei troppi rebus è il numero 18 per De Laurentiis. Si mostra subito favorevole: il presidente non deve promettere nulla. Negli anni scorsi rimaneva ingabbiato nei suoi oroscopi: prima Sarri poi Ancelotti erano sempre gli allenatori dello scudetto, luglio e agosto i mesi della luna di miele, annunci di contratto a vita. Il professore toscano di filosofia estetica si fece inseguire dalla cena del 10 gennaio 2017, serata del suo compleanno, fino al termine del campionato, era già con la testa a Londra quando l’arrivo di Ancelotti suonò il gong e la fine della farsa.
Parlava anche lui di Napoli primo amore, e poi? L’emergenza virus ha già sconvolto il mondo, ma non il calcio italiano che vive di sogni: li vende bene e ne fa largo uso. Solo un’azienda autolesionistica può nascondere a se stessa i conti. La serie A il 30 giugno 2019 ha 275 milioni di disavanzo, con la chiusura degli stadi ne accumula altri 90 almeno, viaggia verso i 350, brucia quindi un milione al giorno, ma l’indebitamento lordo va anche oltre, sfiora 4,5 miliardi.
Questo scenario è nascosto da una musica ad alto volume. La Juve blocca Dzeko, 34 anni il prossimo 17 marzo, pagando 15 milioni. La Roma può vantare una plusvalenza di 13, se calcola i 3 al Napoli per il solo prestito, come le auto vendute a rate dal 2021, la Roma pagherà il resto più avanti. In questo valzer di cifre, continua il gran ballo della serie A sulle sue rovine. Il virus ha acuito la crisi di fondo, coinvolgendo solo in parte il Napoli. È crollata la quotazione di almeno tre: lo spaesato Koulibaly, il disamorato Allan, l’enigmatico Milik. Si è poi interrotto quel circuito virtuoso che metteva insieme incassi nelle vendite e qualificazioni Champions. Una linea ideale non sempre apprezzata dai tifosi, che hanno fatto dello scudetto una ossessione.
Nell’ultima campagna abbonamenti il Napoli fu solo ottavo, pur essendo quinto nel monte-ingaggi con 103 milioni netti, dopo la Juve 294, l’Inter 139, la Roma 125, il Milan 115. Fa riflettere dopo la rivolta del 5 novembre ed il settimo posto il totale stipendi dell’Atalanta, appena 36 milioni. Se De Laurentiis non spreca danaro, i suoi giocatori risparmiano energie. La società vuol rivedere il suo piano industriale. Nessun club investe più a stadi chiusi. Una politica da reinventare, come la squadra.
Funziona il marketing. De Laurentiis scova soldi ovunque, ricordate i ritiri sponsorizzati e mille gadget. Come se a margine di un film vendesse gelati e pop-corn.
Deve migliorare la direzione tecnica, occorre più fortuna negli acquisti. Osimhen è la grande scommessa dell’anno. Ma qualcosa i tifosi si aspettano anche da Gattuso. Ha giocatori con buona qualità media, ma da inserire nella logica di un gioco che non si intravede. Come si concilia il contropiedista Osimhen senza i lanci lunghi di un centrocampo di palleggio e gioco corto? Le idee però vanno oltre la realtà. Nel 2016, senza Higuain e con Milik in ospedale fu inventato Mertens punta centrale. Un trionfo: 94 milioni della Juve in cassa, 34 gol in 46 partite. Il filosofo di Figline Valdarno non diventò Sarri per caso. Che sta pensando Gattuso nel giorno del suo santo?".
 

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