Immobile: "Il ritiro? Una questione di rispetto, quando hai una Rolls Royce e ti accorgi che non corre più come prima..."

Rassegna Stampa ico calendario ico orologio02:30  

Ultime notizie Serie A - Ciro Immobile, ex attaccante della Lazio ora capo delegazione della Nazionale Under 16, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera.

Ci sono alcuni suoi colleghi che a 40 anni giocano ancora...

«Quando hai una Rolls Royce e ti accorgi che non corre più come prima devi arrenderti. Questo mi è successo veramente. Mettiamoci anche la vanità di non voler lasciare un ricordo di me non bello. Ho dato e ricevuto tanto dal calcio, fermarsi è una questione di rispetto verso te stesso e verso chi ti guarda».

Si sta riappassionando all’Italia dopo tre mondiali mancati?

«Mancini è stata la scelta migliore, tutti si stanno accorgendo che non è un déjà-vu o, peggio, un amarcord. Lui ha la capacità di creare gruppo, non arriva nello spogliatoio o in allenamento a incasinarti la testa. Cerca qualità morali, sa che sono importanti come quelle tecniche. All’Europeo la forza era rappresentata da molti giocatori che erano capitani nei loro club di appartenenza, e fu una spinta sul fronte dell’esperienza. Oggi ha convocato i ragazzi, ha dimostrato di avere fiducia, li ha caricati. Motivati. Nessuno si tirerà indietro, i risultati del cambiamento sono già visibili. Coinvolge tutti alla stessa maniera, è riuscito a unire attorno a una causa comune. Il campo è soltanto loro. Le polemiche, tutte, restano fuori».

Perché sta funzionando con i giovani?

«Semplice: non ci sono prime donne o se ci sono sanno che partono tutti alla pari».

Si vede al posto di Mancini?

«Ho strada da fare, tra dieci anni mi piacerebbe esserci».

Intanto cosa racconta ai suoi ragazzini?

«Che è importante vincere ma soprattutto voler bene al club dove si gioca e alla maglia azzurra. Torniamo a socializzare, ogni tanto mettiamolo via questo benedetto telefono. Dopo una sconfitta non deve essere come se non fosse successo niente. Chiedete a mia moglie come passavo io la settimana».

Cosa succede il giorno successivo all’addio?

«Ho sempre avuto la vita molto programmata: sveglia alle 8, bambini a scuola, allenamenti, partita. C’era sempre chi mi diceva cosa fare, seguivo con rigore la mia tabella di marcia. Mi sono trovato così senza un piano. Quindi mi sono organizzato: tanta palestra, ora seguo da vicino le mie attività imprenditoriali. E poi moglie e quattro figli sono impegnativi».

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
Back To Top