Il Roma - Jorginho e la “rivincita” coi senatori bianconeri: "Stavolta non dovrà attendere di ricevere il pallone per illuminarsi..."
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Stavolta non dovrà attendere di ricevere il pallone per illuminarsi. Stavolta proverà a sottrarglielo e comunque cercherà di non perderlo. Jorginho contro la Juventus vorrà anche dire Jorginho contro gran parte di rivali che in Nazionale sono stati compagni. Buffon, Barzagli e Chiellini, ad esempio. Che il regista del Napoli si ritroverà contro dopo l’esordio in azzurro con Ventura nella sfida di ritorno contro la Svezia. Una partita indimenticabile per ovvi motivi, la gara della disfatta, dell’obiettivo mancato, del crollo in verticale di un paese che non è riuscito a riconoscersi nello sport che più d’altri appassiona.
RIVALI. Stasera Jorginho dirigerà la manovra del Napoli e proverà ad indovinare varchi per mandare a rete i compagni. Dovrà riuscirci nonostante la forza di una difesa, quella della Juve, che si conosce da tempo e che Jorginho ha imparato a conoscere con l’Italia. Sarà una sfida interessante nei singoli e nel collettivo. L’italo-brasiliano, ora solo azzurro dopo la convocazione di Ventura in extremis, prossimo faro del nuovo ct della Nazionale, conosce pregi e difetti dei difensori bianconeri, di Barzagli e Chiellini, e potrebbe ritrovarsi Buffon contro dagli undici metri, ora che è diventato rigorista (ma in base alle circostanze potrebbe nuovamente cambiare).
IGNORATO. Per novanta minuti Jorginho e i difensori della Juve hanno condiviso la speranza prima dell’incubo, la voglia di sbloccare una gara che, alla fine, s’è conclusa sul punteggio di 0-0. Jorginho giocò un grande primo tempo illuminando la manovra. Almeno due o tre giocate d’alta scuola per accendere un gioco lento e prevedibile. Con personalità agì a ridosso dei difensori chiamando palla e non sempre ricevendola. Nella ripresa Jorginho è scomparso dal gioco, ma non per propri demeriti. I difensori dell’Italia, schierati incomprensibilmente a tre nonostante l’obiettivo di far gol, hanno scelto di produrre gioco in modo individuale. Al servizio corto per Jorginho, i vari Barzagli e Chiellini (oltre all’ex Bonucci) hanno anteposto la giocata in profondità, lanci lunghi spesso imprecisi, tutti preda degli alti difensori svedesi. Un errore tattico, uno dei tanti alla base di una debacle annunciata ma imprevedibile.
LUCE. Nel Napoli cambia tutto: Jorginho è il punto di riferimento dei compagni ed è il perno di un gioco corale e collaudato in cui nulla è casuale. Esiste un’impronta consolidata nel tempo, meccanismi automatici, segreti alla base di una filosofia di calcio che diverte e fa divertire, che produce gol e vittorie. Il Napoli è una macchina perfetta e Jorginho un perno imprescindibile. Presto lo diventerà anche per la Nazionale e potrà iniziare a brillare di luce propria solo quando l’Italia tornerà ad avere una propria identità e idee tattiche chiare.
