Il Roma - Da problema a punto di forza e Sarri gode...

Rassegna Stampa ico calendario ico orologio21:38  
Il Roma - Da problema a punto di forza e Sarri gode...

L’esame di maturità è stato superato, a pieni voti. Il Napoli batte la Fiorentina al San Paolo con una prova da grande squadra. L’ennesima di questa stagione, caratterizzata ancora una volta da grande carattere ed un’organizzazione di gioco capace di esaltare ancor di più la qualità e la classe dei singoli. Dopo Juventus e Milan, gli azzurri battono anche la Fiorentina, candidandosi di diritto tra le favorite per lo scudetto. Merito anche di un uomo, Maurizio Sarri, che in poco tempo ha saputo sconfiggere lo scetticismo di molti. Il tutto con poche mosse, mirata ma decise, che hanno portato il Napoli ad essere la squadra che è ora. Perché le magie di Higuain, le giocate di Insigne o gli assist di Hamsik erano una costante già negli anni scorsi. Ciò che li rende ancor più preziosi, è la nuova solidità difensiva che Sarri ha consegnato a questa squadra.

Il Napoli, in questa fase della stagione, difficilmente prende gol. Anzi, mette in mostra una fase difensiva ai limiti della perfezione, fatta di movimenti collaudati di una linea che difficilmente concede qualche sbavatura. Chiara dimostrazione di come il problema non fosse soltanto di singoli ma, soprattutto, di organizzazione difensiva. Perché, a parte l’avvicendamento tra Hysaj e Maggio sulla destra, sono sempre gli stessi uomini a comporre il quartetto davanti a Reina. Già, Reina. La prima, fondamentale, novità rispetto all’anno scorso. Quando non arriva la difesa a frenare le avanzate degli avversari c’è sempre il portiere spagnolo a metterci i guantoni. E’ accaduto anche contro la Fiorentina, con due prodezze a respingere le conclusioni di BÅaszczykowski e Kalinic. Davanti a Reina la solita linea a quattro, ormai diventata una sicurezza dopo le prime giornate. Sei gol subiti nelle tre partite iniziali, appena due nelle restanti cinque. Numeri che parlano da soli, che dimostrano quanto il Napoli sia cambiato nel giro di poche settimane. Con un Raul Albiol ritrovato, finalmente ai livelli che tutti si aspettavano dopo le disastrose prove di inizio stagione. Con un Ghoulam che, oltre a spingere con la consueta velocità e fisicità, sembra anche migliorato in fase difensiva.

Ma, soprattutto, con un Koulibaly rinato. Il franco-senegalese sembra tutt’altro giocatore rispetto a quello impreciso e disordinato del girone di ritorno dello scorso campionato. Tant’è che Koulibaly era stato messo in discussione in estate, con il Napoli che aveva anche pensato di venderlo di fronte a qualche buona offerta dall’Inghilterra. Ma ora, l’ex difensore centrale del Genk, ha staccato nelle gerarchie Chiriches (titolare nelle prime partite) diventando addirittura un leader del pacchetto difensivo azzurro. Uno dei capolavori di Maurizio Sarri, che si gode il suo Napoli spettacolare in attacco e solido in difesa. Hysaj, il treno silenzioso che domina la fascia destra di Fabio Tarantino Dalle sue parti non si passa. Ci ha provato invano Pogba, ad esempio, scontrandosi però con la sua giovinezza che cela grande maturità, non solo tattica. Elseid Hysaj è un veterano travestito da promessa. Contro la Fiorentina ennesima prova da incorniciare. Dal suo lato di competenza ha provato a spingere Marcos Alonso, uno dei migliori esterni del campionato. Missione fallita. L’albanese, classe ’94, ha chiuso ogni varco con fisico, intelligenza e furbizia. Poi, nella ripresa, ha costretto Astori - scalato a terzino dopo l’uscita dello spagnolo - a non tentare mai neppure una sortita offensiva. Hysaj ha il futuro dalla sua parte e un passato già importante.

EMPOLI. Tre anni ad Empoli gli sono bastati per capire cosa volere dalla propria carriera e cosa fare per ottenerlo. L’incontro con Maurizio Sarri gli ha cambiato la vita. Sintonia massima, sin da subito. Hysaj ha saputo ascoltarlo. Lo ha fatto con l’umiltà di chi voleva semplicemente imparare, conoscere, apprendere. Giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, Hysaj ha saputo farsi apprezzare in silenzio. In toscana 109 presenze, una rete, una promozione in Serie A e una stagione, l’ultima, che lo ha visto protagonista in massima serie per la prima volta. Hysaj non ha mai subito la pressione, facilitato dalla conoscenza del gruppo, dall’intesa con l’allenatore e, soprattutto, da una piazza che ha sempre permesso all’Empoli di lavorare con serenità e tranquillità. Quest’anno il definitivo salto di qualità.

SORPRESA. Hysaj è sbarcato a Napoli dopo un’estate infinita trascorsa a rincorrere mille nomi. Darmian, Vrsaljko, Sala. E’ arrivato in sordina per 5 milioni ed è rimasto nell’ombra ben oltre il 31 agosto. Pochi hanno avuto la bravura di capire che il nuovo terzino era già in casa, pronto per l’utilizzo immediato. Sarri non vi ha mai rinunciato, trasformandolo in un jolly prezioso. Ha iniziato la stagione a sinistra, poi si è trasferito a destra. Ha imparato a memoria le critiche e i giudizi affrettati senza farsi mai condizionare realmente. Il lavoro, suo fedele amico, gli ha permesso di distrarsi e di concentrarsi esclusivamente su se stesso e sulla squadra. Il resto del merito è soprattutto di Sarri, che lo ha protetto senza mai difenderlo, oltre che dei compagni. D’altronde non ce n’è mai stato bisogno. Oggi Hysaj non è più una sorpresa ma una bella scoperta, una di quelle inaspettate e proprio per questo apprezzata ancor di più. Fine della conversazione in chat

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
Back To Top