Il Roma - Calvarese ha fatto i suoi danni, ma il Napoli si è distrutto da solo!

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Si può dire di tutto e di più sull’arbitro Calvarese. Domenica sera il direttore di gara di Teramo ci ha messo del suo per non permettere al Napoli di battere l’Atalanta ma assolutamente non è solo sua la colpa se Reja è riuscito a portare a casa un punto. La squadra azzurra si è fatta male da sola e poi naturalmente la scarsa prova del fischietto ha completato l’opera. Alla base, comunque, si è vista la solita squadra che in campionato non riesce ad esprimersi come in Europa League. Ormai è storia vecchia il bipolarismo di un gruppo che ha permesso praticamente a tutte le piccole di portare via punti. L’ha fatto l’Atalanta all’andata e al ritorno, stessa cosa il Torino che addirittura all’Olimpico ha vinto. Per non parlare del Chievo, dell’Udinese, del Palermo, dell’Hellas. Chi più ne ha, più ne metta. Si sono sprecate occasioni incredibili e addirittura si è finiti al quinto posto dopo che da gennaio si era stati sempre terzi e si stava lottando per la seconda piazza. Che adesso dista sei punti mentre la Lazio è a +5. Addirittura ci si è fatti superare dalla Sampdoria che fino a qualche settimana fa non era proprio a numero. Collezionare cinque punti in sei gare è davvero troppo per un Napoli costruito almeno per i preliminari di Champions. Ma per come si sono messe le cose è molto difficile rientrare in corsa. Anche perché il 4 aprile si andrà nella Capitale per sfidare la Roma. E lì si deciderà tutto. Certo si potrà arrivare nell’Europa che conta vincendo la Coppa Uefa ma il cammino è ancora lungo e nulla è scritto. Quindi, il Napoli farà bene a riprendersi altrimenti il campionato sarà un fallimento e una eventuale finale di Coppa Italia non ridarebbe il sorriso a nessuno.

CALVARESE IL GIUSTIZIERE. Avendo premesso che gli azzurri hanno la maggior parte delle colpe per l’andamento in serie A, non si possono trascurare i guai dell’arbitro di domenica sera. Vabbene sbagliare in buona fede ma non per tre volte consecutive. Come ci si fa a fidare di un direttore di gara che regala un gol agli avversari e poi va in tilt fischiando tutto a favore dell’Atalanta. Assurdo fermare il gioco con Mertens diretto in porta per ammonire Pinilla. Non è possibile che i cinque minuti di recupero non si giocano per le continue perdite di tempo dei bergamaschi. C’è un limite a tutto e bene ha fatto De Laurentiis a lamentarsi ad alta voce. Quando lo fanno gli altri big va bene, appena lo fa don Aurelio viene additato come uno che si piange addosso. La verità è che le immagini parlano da sole. C’è poco da stare allegri dopo un disastro del genere. Tavecchio ieri ha fatto orecchie da mercante mentre il signor Nicchi, presidente dell’Aia, ha dribblato tutti dicendo di non aver visto l’episodio del fallo di Pinilla su Henrique. Giustamente stava giocando a burraco domenica sera. Possibile che non abbia seguito una trasmissione sportiva al termine dei cinque posticipi in programma? Possibile che nessuno si prenda la responsabilità dei danni commessi dicendo: «Ok, abbiamo sbagliato». Alla fine a pagare dazio è il club azzurro che ha visto allontanarsi la Champions League e difficilmente la rivedrà se continuerà a giocare così male in campionato.

UN PO’ DI MEA CULPA. Rafa Benitez ha fatto bene ad arrabbiarsi dalla panchina e a prendersela con l’arbitro con garbo. Però se una barca non naviga bene la responsabilità è anche del capitano. D’accordo, se Calvarese non avesse fatto dei danni, molto probabilmente si sarebbe vinto. Ma il Napoli non ha saputo fare il Napoli contro un’avversaria modesta. La squadra azzurra è diventata prigioniera di se stessa con un giro palla lento e che ha fatto la fortuna di Reja. Ci ha messo poco il furbastro friulano a chiudere tutte le fonti di gioco dei partenopei. Forse, se Rafa avesse cambiato qualcosa già all’inizio della ripresa, magari inserendo il terzo centrocampista Jorginho e togliendo De Guzman, si sarebbe potuto vincere la sfida con più facilità. Massimo rispetto per il 4-2-3-1 ma quando non è utile alla causa perché non passare ad un 4-3-3 più compatto in modo tale da prendere di sorpresa gli atalantini. O prima ancora il Verona, l’Inter, il Torino e il Palermo. Purtroppo c’è una monotonia in campionato che ha favorito le avversarie che rincorrono la Champions. A prescindere da tutto rimangono ancora da giocare dieci partite, i punti a disposizione sono trenta. Cominciare a vincere in casa della Roma non sarebbe male ma ci vorrà il Napoli europeo...

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