Il Napoli ha pagato il prezzo delle scelte sbagliate del passato: una follia le critiche ad Allegri

Rassegna Stampa ico calendario ico orologio22:45  
Allegri e De LaurentiisAllegri e De Laurentiis
GF
Autore Giuseppe Foria Giornalista pubblicista · Specialista SEO

Due partite sono bastate per riaccendere il dibattito attorno al Napoli. C'è chi ha già messo in discussione Massimiliano Allegri, chi contesta le scelte della società e soprattutto chi considera il mancato mercato estivo come un grave errore strategico. Una lettura che non tutti condividono.

Nelle ultime ore è arrivata una riflessione molto netta sulla situazione del club azzurro, con un punto di partenza preciso: giudicare un allenatore dopo appena due gare va contro il buon senso. E lo stesso discorso, secondo questa analisi, vale per la gestione economica del Napoli.

Napoli, Allegri già sotto esame dopo due partite

L'avvio di stagione non è stato sufficiente per mettere in discussione il valore di Allegri. Due partite, per quanto possano fornire indicazioni e alimentare discussioni, non possono trasformarsi in una sentenza definitiva sul lavoro di un tecnico. Il calcio italiano, però, vive spesso di estremi: si passa rapidamente dall'esaltazione alla bocciatura, dagli elogi alle critiche feroci. E il Napoli non fa eccezione come spiega Il Mattino.

Per questo motivo sarebbe necessario concedere tempo al nuovo progetto tecnico, soprattutto considerando i cambiamenti che hanno accompagnato l'arrivo dell'allenatore. Il mercato che non c'è stato: scelta obbligata?

L'altro grande tema riguarda il mercato estivo del Napoli. Gli azzurri non hanno effettuato una campagna acquisti paragonabile a quella della precedente stagione e questa decisione è stata interpretata da molti come una scelta sbagliata.

Ma la domanda da porsi, secondo questa lettura, è un'altra: quali alternative concrete aveva il Napoli? Se una società non dispone delle risorse necessarie per effettuare nuovi investimenti, l'unica soluzione possibile non può essere quella di continuare a spendere creando un disavanzo destinato a diventare sempre più difficile da gestire. Ed è proprio qui che entra in gioco la gestione di Aurelio De Laurentiis.

Al di là dei difetti caratteriali che gli vengono riconosciuti, De Laurentiis viene indicato come protagonista di un risultato imprenditoriale tutt'altro che scontato. Da quando è alla guida del Napoli, il club ha raggiunto con continuità l'Europa e ha conquistato due scudetti, che rappresentano una parte enorme dei successi ottenuti dal club nella sua storia.

Un risultato costruito senza poter contare sulle risorse economiche di fondi d'investimento, multinazionali o proprietà disposte a ripianare sistematicamente eventuali perdite. Il Napoli ha dovuto quindi mantenere un equilibrio tra competitività sportiva e sostenibilità finanziaria.

La critica a Conte: «Il mercato ha dissanguato la società» Una posizione che non significa, però, difendere ogni scelta compiuta dal club. Anzi, arriva anche una critica nei confronti di Antonio Conte, definito comunque un allenatore di grande valore e da sempre apprezzato.

Il punto contestato riguarda soprattutto la campagna acquisti della scorsa stagione. Un mercato che avrebbe richiesto investimenti molto importanti, aumentando contemporaneamente anche il peso degli stipendi nella gestione corrente. Il problema, secondo questa analisi, è che a fronte di una spesa così elevata non sarebbe arrivato un miglioramento della rosa proporzionato alle aspettative. In altre parole: il Napoli avrebbe sostenuto costi enormi senza ottenere un salto di qualità altrettanto significativo.

Cajuste e Lindstrom, gli errori del passato. A questo quadro vanno aggiunte alcune operazioni realizzate prima dell'arrivo di Conte e che, col senno di poi, si sono rivelate particolarmente problematiche. I nomi indicati sono quelli di Jens Cajuste e Jesper Lindstrom, due investimenti che non hanno prodotto il rendimento atteso.

È proprio questo uno degli aspetti sui quali il Napoli potrebbe dover intervenire: non necessariamente sulla volontà di investire, ma sulla propria struttura organizzativa e sulla capacità di individuare con maggiore precisione i giocatori sui quali puntare.

Il prezzo da pagare è arrivato quest'estate. Ed è qui che si trova il paradosso dell'attuale situazione. Il Napoli avrebbe bisogno di rinforzi perché alcuni elementi della rosa hanno accumulato tanti minuti, mentre altri giocatori importanti sono entrati in una fase anagrafica differente. Ma il club, dopo gli investimenti della passata stagione, non ha avuto la possibilità di tornare a spendere sul mercato allo stesso livello.

La conseguenza è una rosa che deve affrontare una stagione particolarmente impegnativa senza poter contare su quella profonda opera di rinnovamento che sarebbe stata necessaria. E il Napoli, oggi, si trova proprio davanti a questo bivio: accettare una stagione più complicata sul piano del mercato per proteggere la stabilità del club e provare a costruire i prossimi successi senza compromettere il futuro.

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
Back To Top