Covid Campania, il pasticcio dei dati: ex positivi non cancellati

Rassegna Stampa  
Covid Campania, il pasticcio dei dati: ex positivi non cancellati

Covid in Campania

Napoli -  L'edizione odierna de Il Mattino riporta una notizia inerente ad un caso legato a degli ex positivi al Covid non cancellati dai registri: 

"Questo numero enorme di positivi se messo in relazione ai casi per i quali è necessario il ricovero fa gridare al miracolo: meno di due persone aggredite dal virus finiscono in corsia (addirittura lo 0,12% in intensiva), mentre in Lombardia - con l'infezione calante - in ospedale ieri c'era il 6,27% (quasi l'uno in intensiva). I lombardi - nella prima ondata - hanno avuto fino al 47% di ricoverati.
Roba da studiare approfonditamente. Appunto da studiare e fare, soprattutto, qualche divisione, qualche grafico e cominciare a fare le giuste domande.
Anzitutto si parte delle Asl: la Napoli 1, quella del capoluogo (e di Capri), ieri aveva 4.242 positivi su 940mila abitanti. Conoscendo l'andamento della pandemia dall'origine pare un po' strano che un territorio dove vive il 16 per cento della popolazione campana abbia appena il 5% di tutti i positivi. A Caserta ce ne sono 5.030, nella Napoli 2 (nord della provincia) 6.215. Mettendole tutte in fila, le sette Asl campane non arrivano a 23 mila!
Sono veri i dati dei bollettini o quelli delle singole Asl? Serve fare un passo indietro per cercare di capire ancora meglio. La raccolta dei dati sul Covid-19 - che alla fine si trasforma in una tabellina di facile lettura - non è un'operazione semplice, coinvolge più livelli (per esempio per i decessi c'è una regola per quelli che avvengono in ospedale e un'altra per quelli fuori dagli ospedali), un flusso che spesso deve fare i conti con personale non sempre adeguatamente preparato e spesso insufficiente. E quindi che è successo? È successo che, più o meno dagli inizi di marzo scorso i distretti di base delle Asl, ai quali tocca materialmente l'operazione di cancellazione dal database del Covid-19 delle persone «negativizzate» non lo hanno fatto o lo hanno fatto in modo molto parziale. Perché?
«Perché a un certo punto sono subentrate altre priorità, cioè l'organizzazione delle vaccinazioni» si fa sapere da ambienti dell'unità di crisi. «Ora i distretti stanno recuperando giorno per giorno». Da recuperare ci sono oltre 55mila «record» da cancellare, cioè persone che sono iscritte ancora come positive e non lo sono, anche da tempo". 

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