Condò: "Parole Conte, sentirsi dire di continuo che ci vorrebbe ben altro non dev’essere il massimo per chi è arrivato così vicino al traguardo"

Rassegna Stampa  
Condò: Parole Conte, sentirsi dire di continuo che ci vorrebbe ben altro non dev’essere il massimo per chi è arrivato così vicino al traguardo

Paolo Condò, giornalista, ha commentato l'esito di Bologna-Inter e Monza-Napoli tramite il suo editoriale sul Corriere della Sera

"L’Inter aveva conservato un bonus per la volata, ed era nelle cose che l’occasione in cui eventualmente spenderlo fosse Bologna. Era la partita più difficile fra quelle che le restavano, per il valore della squadra di Italiano e per il suo trovarsi a metà strada fra due impegni di coppa gravosissimi come Bayern e Milan. Il problema è che quel bonus era un pareggio: il gol di Orsolini invece s’è portato via anche l’ultimo punto di margine, e adesso il calendario del Napoli sembra ancora più in discesa. Lo si sapeva da mesi, che in caso di arrivo in volata la squadra di Conte sarebbe stata favorita, e che Inzaghi avrebbe dovuto staccarla prima come il passista deve scrollarsi di dosso il finisseur prima dell’ultimo chilometro. Non c’è riuscito (pensiamo al pareggio di Billing in extremis nello scontro diretto, e ai tre punti che ballano in quel gol) e la gestione dell’Inter ora si è ulteriormente complicata: del resto, se vuoi firmare un’impresa come un Triplete va da sé che tu debba superare ostacoli altissimi.

Le ricorrenti difficoltà nei finali di gara segnalano che il problema nerazzurro è di energie fisiche in esaurimento, mentre dall’altra parte le violente esternazioni di Conte prima e dopo il match di Monza, che è stato fra i peggiori della stagione, pongono un dubbio: il tecnico parla così perché sa che la squadra è esausta e vuole attirare il fuoco su di lui, oppure la squadra ha reagito male alle sue continue provocazioni? Sentirsi dire di continuo che ci vorrebbe ben altro non dev’essere il massimo per chi è arrivato così vicino al traguardo. L’Inter ha giocato a Bologna la partita stagionale numero 50, il Napoli a Monza la numero 35: la profondità delle due rose è molto diversa, ma se può mai esistere un diritto alla stanchezza quello va dalla parte nerazzurra. Non pensiamo minimamente che Conte parli per mettersi sul mercato: quand’anche volesse avrebbe mille canali più discreti. Forse parla a futura memoria. Pretende rassicurazioni per la prossima stagione, quando anche il Napoli giocherà su quattro fronti. Ma occhio, l’uovo oggi è più fragile e prezioso della gallina di domani".


 

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