Bruscolotti difende Maradona: "Perchè non lo lasciate in pace? Attaccarlo è solo una moda, vogliono sminuire le sue vittorie"

Rassegna Stampa  
Bruscolotti difende Maradona: Perchè non lo lasciate in pace? Attaccarlo è solo una moda, vogliono sminuire le sue vittorie

Ultimissime calcio Napoli, l'ex capitano Giuseppe Bruscolotti difende l'idolo dei tifosi azzurri Diego Armando Maradona

Giuseppe Bruscolotti, ex capitano della Ssc Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de Il Mattino. Lo storico difensore azzurro si è schierato a difesa dell'amico Maradona dopo gli attacchi ricevuti da quest'ultimo nei giorni appena trascorsi:

Bruscolotti difende Maradona

«E' vero, io ho vissuto il miglior Diego condividendone i momenti più esaltanti della sua straordinaria carriera. Capisco che si parli sempre di lui, quello che non capisco è perché se ne parli sempre male».

Bruscolotti, ha visto le immagini trasmesse in questi giorni dall'Argentina? Quale idea si è fatta del suo migliore amico?
«L'idea di una persona che si sta avvicinando ai sessant'anni e che si porta dietro i soliti acciacchi. Se rapportiamo il personaggio all'anagrafe, ci sta tutto. Forse nella testa di chi lo critica esiste ancora la figura del calciatore che trent'anni fa aveva un altro fisico e un'altra energia».

Amicizia a parte, è tra i pochi ad aver ricevuto una sensazione positiva.
«La mia è una percezione semplice: ha bisogno esclusivamente di quello, il suo mondo è il calcio perché è l'ambasciatore mondiale di questo sport. Lo vedo triste quando è a casa, non in mezzo a un campo da gioco».

Sarà per i trascorsi e per una vita maledettamente fuori le regole, però l'impressione è che tira di più parlandone male.
«So che è imminente l'uscita di un film sulla vita di Diego, sono stato invitato alla prima proiezione. Non so se ci andrò perché mi hanno detto che anche in questa pellicola viene dato risalto ai momenti bui piuttosto che alle sue imprese».

Perché secondo lei?
«Perché è troppo facile legare Maradona a Napoli, i problemi suoi sono quelli della città, l'equazione è perfetta. Sono cose che a noi napoletani fanno male. Ma il problema non è solo questo».

C'è dell'altro?
«Esiste la tendenza a sminuire il suo calcio, le sue vittorie, le sue imprese ai campionati mondiali. Trovo assurdo che vengano evidenziate poco e male le gioie che ha regalato a un popolo, a furia di insistere sugli aspetti negativi si fortifica la parte negativa del personaggio. Così cerca di modificare la storia, non è giusto».

Quale Maradona ha conosciuto?
«Conosco ancora oggi una persona generosa, umile e rispettosa con chi si comporta alla stessa maniera. Resterà un mito indistruttibile del calcio».

Inizierà un'avventura quasi impossibile.
«L'energia che ha trasmesso al club e alla città può essere l'arma decisiva, l'entusiasmo ti fa affrontare diversamente qualsiasi partita. Dovrà compiere un'impresa ma può farcela come il mio Napoli tantissimi anni fa».

Eravate morti prima che un altro argentino vi resuscitasse.
«Spacciati al giro di boa, poi arrivò Pesaola in panchina. Ci cambiò la vita, in campo e fuori. Il resto lo fecero i 70mila del San Paolo. Vedo che a La Plata si è creato un feeling abbastanza simile tra squadra e tifoseria, penso che il Gimnasia si salverà».

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