Appello dal Cotugno: "Zona gialla, non cambia niente! In Campania la gente si cura a casa"

Rassegna Stampa  
Ospedale Cotugno di NapoliOspedale Cotugno di Napoli

Intervista del Mattino a Rodolfo Punzi, direttore del dipartimento di malattie infettive dell'ospedale Cotugno di Napoli

Ultime notizie Napoli. Oggi Il Mattino intervista Rodolfo Punzi, direttore del Dipartimento di Malattie infettive del Cotugno di Napoli, che fa il punto sulla situazione nell'Ospedale alle prese con il contenimento della pandemia di coronavirus, dove le cose non sembrano affatto migliorare: «Forse la gente preferisce venire qui. Molti arrivano con auto private. Di certo non osserviamo alcun alleggerimento».

Coronavirus in Campania

Ecco alcuni passaggi dell'intervista al dott. Punzi:

Il rapporto tra pazienti positivi e ospedalizzati, in Campania, è tra i più bassi d'Italia. Come se lo spiega? «È possibile che le persone cerchino di restare a casa. C'è una nota ritrosia verso il ricovero, soprattutto nel paziente più anziano. Esiste il ricordo di quando l'ospedale era il luogo dove si andava in una situazione gravissima. Restare a casa è rassicurante».

È possibile che qui la malattia abbia assunto connotati meno severi? «Mi sembra molto difficile. Anzi, devo dire che gli ultimi sequenziamenti sulle varianti ci preoccupano. Almeno l'8% delle sequenze che abbiamo isolato negli ultimi giorni sono di variante brasiliana, che ha una sua complessità. Su quella inglese, osserviamo un decorso più severo della malattia. Io vedo le persone stare più male».

Oltre 90mila positivi in Campania. Un contagiato su 5 è qui. Numeri allarmanti? «Questo è il vero dato. Abbiamo il serbatoio di positivi, cioè di potenziali contagianti, più alto d'Italia. Significa che il contagio corre davvero tanto».

È preoccupato per le riaperture, alla luce di questo dato? «Le dico la verità: no. Non mi sembra che cambi molto. Il passaggio da una zona all'altra è una pura burocrazia, ormai, solo rispetto alle attività commerciali. Peraltro con effetti paradossali per cui un negozio di abbigliamento resta chiuso, uno di scarpe per bambini è aperto, eccetera. Il sistema dei colori non mi pare aver dato risultati. Sono mancati del tutto i controlli. Io vengo tutti i giorni al lavoro a Napoli da Salerno. Ho in tasca l'autocertificazione che mi autorizza allo spostamento. Sa quante volte ho dovuto mostrarla? Mai, non sono mai stato fermato».

Il caldo e la stagione estiva ci daranno un po' di tregua? «Penso di sì, lo abbiamo osservato lo scorso anno. Stiamo di più all'aperto, e sappiamo che il contagio corre soprattutto nei luoghi chiusi. Poi c'è una stagionalità evidente. Ci sarà un calo ma mi lasci dire che dobbiamo, in questa fase, fare soprattutto due cose. La prima sono atti di responsabilità personale. Chiediamo ai cittadini cautela e attenzione, a prescindere dai divieti. Responsabilità individuale, rispetto delle regole di profilassi».

Coronavirus Campania
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