Allegri valuterà Lukaku: lo voleva già alla Juve, confronto diretto dopo il Mondiale

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Autore Giuseppe Foria Giornalista pubblicista · Specialista SEO

Il Napoli può puntare ancora su Romelu Lukaku per il prossimo anno anche con Massimiliano Allegri in panchina che lo voleva ai tempi della Juventus, dopo il Mondiale il confronto tra giocatore e allenatore considerando però che parte indietro nelle gerarchie con l'arrivo di Hojlund

Il Napoli può puntare ancora su Romelu Lukaku per il prossimo anno anche con Massimiliano Allegri in panchina che lo voleva ai tempi della Juventus, dopo il Mondiale il confronto tra giocatore e allenatore considerando però che parte indietro nelle gerarchie con l'arrivo di Hojlund.

Lukaku può restare a Napoli: confronto con Allegri

Nel progetto del nuovo Napoli guidato da Massimiliano Allegri, la posizione di Romelu Lukaku non è ancora stata definita in modo netto. Non si tratta né di una certezza assoluta né di un addio già scritto, ma di una valutazione che resta apertissima.

Il tecnico livornese conosce bene l’attaccante belga e ne ha sempre riconosciuto il valore. Già in passato, ai tempi della Juventus, aveva provato a portarlo sotto la sua gestione, senza però riuscire a concretizzare l’operazione. Un interesse che non si è mai spento e che oggi torna d’attualità in un contesto diverso.

Per Allegri, Lukaku rappresenta un tipo di centravanti ben preciso: un riferimento fisico capace di far salire la squadra, proteggere il pallone e incidere nelle partite più chiuse. Una tipologia di attaccante che può diventare utile nella costruzione offensiva del nuovo Napoli, ma che dovrà essere valutata attentamente all’interno delle gerarchie.

Lo scenario, però, è cambiato rispetto al passato recente. Il Napoli ha puntato con decisione su Rasmus Hojlund, individuandolo come perno principale del reparto offensivo per presente e futuro. Il danese parte quindi in vantaggio nelle gerarchie, anche in virtù dell’investimento economico e della prospettiva tecnica che rappresenta.

In questo contesto, Lukaku e Lorenzo Lucca si ritrovano a contendersi lo spazio residuo, con caratteristiche differenti ma con un ruolo potenzialmente complementare. Le valutazioni, in ogni caso, restano fluide e aperte a evoluzioni.

La posizione della società è chiara: nessuno è indispensabile. Aurelio De Laurentiis ha ribadito più volte che chi non si sente parte centrale del progetto è libero di valutare altre destinazioni. Anche per questo, il futuro del belga non è del tutto blindato, soprattutto se il suo utilizzo dovesse risultare marginale.

Nel frattempo Lukaku continua a vivere il suo momento con la nazionale come un test importante per ritrovare continuità e fiducia. La stagione in azzurro non è stata semplice, chiusa con una sola rete, ma con il Belgio l’attaccante ha mostrato segnali incoraggianti.

Emblematico l’ultimo gol contro la Croazia: ingresso dalla panchina e rete decisiva nei minuti finali, una progressione potente conclusa con il sinistro vincente che ha ricordato il miglior “Big Rom”. Una prestazione che ha portato il suo bottino con la nazionale a quota 90 gol e che ha ribadito un concetto chiave: quando è dentro la partita, Lukaku resta un giocatore determinante.

Adesso resta un ultimo impegno prima del Mondiale, poi sarà tempo di grandi decisioni. Il ritorno a Napoli e il confronto diretto con Allegri chiariranno quale sarà il suo ruolo nel nuovo progetto azzurro e se ci sarà ancora spazio per lui nel futuro del club.

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