23-01-2022
22:15
A portarlo da Maradona, quando ancora non lo conosceva nessuno, fu un tassista di Buenos Aires. Perché Gianni Di Marzio — morto ieri a 82 anni a Padova, la città nella quale viveva da tempo, lui che era napoletano e innamorato di Napoli — amava parlare con tutti: pensava che chiunque gli potesse dare un’informazione, una lezione o anche solo un po’ di umanità.
Come riporta Il Corriere della Sera:
«Sai quante volte ho sentito dire: quel ragazzo è un fenomeno? Fammelo vedere», chiese a quell’argentino che decantava le doti di Diego. Gli bastò un quarto d’ora per capire; lo acquistò firmando il contratto davanti alla toilette di uno stadio di periferia. Era l’estate del 1978, Di Marzio allenava il Napoli, voleva Maradona con sé ma le frontiere erano chiuse. Maradona non dimenticò mai l’uomo che lo aveva scoperto in mezzo alla povertà, e il rapporto di affetto e amicizia con Di Marzio continuò per sempre. Non a caso il figlio Gianluca, noto giornalista di Sky, lo ha salutato così: «Adesso potrai finalmente allenarlo, il tuo amato Diego». Già, perché forse l’unico cruccio di Gianni era proprio questo: non essersi mai goduto Maradona dalla panchina. Lo avrebbe meritato.

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