Di Lorenzo, lo scopritore: "Tre anni fa senza squadra: idea Matera nata sul gong del mercato! Da ragazzino era già un trattore, oggi ho rivisto gli occhi dI Lucca. Quel saluto in autostrada..." [ESCLUSIVA]

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Giovanni Di LorenzoGiovanni Di Lorenzo

17 maggio 2009, una data scolpita nella mente di Giovanni Di Lorenzo. In quell'occasione, il nuovo calciatore del Napoli, fece il suo esordio in serie D con la maglia della Lucchese. In quella società c'era uno che di talenti ne ha lanciati davvero tanti tra serie B ed A: Paolo Giovannini. L'attuale direttore generale del Pointedera ha raccontato in esclusiva ai nostri microfoni gli inizi prossimo terzino destro della squadra di Carlo Ancelotti.

Tutto parte dal settore giovanile della tua Lucchese

"Giovanni faceva già parte di quel settore giovanile. La Lucchese in quell'anno lì ebbe un fallimento e fui chiamato per fare il direttore generale. In pratica dovettimo fare tutto in fretta perchè si ripartiva dalla D, cominciammo ad allenarci a metà agosto. Avevamo pochissimi caciatori e per fare qualche allenamento intergammo dei giovani tra cui c'era Di Lorenzo. Aveva solo 15 anni, ma dimostrava già di avere una forza fisica importante. Pur essendo così giovane mi garantiva una qualità d'allenamento elevata e poi aveva una duttilità nel ruolo perchè in questi allenamento lo provavamo mediano davanti alla difesa e poi mezzala. Era un autentico trattore. Poi la Reggina l'ha plasmato da difensore, ma sapevamo anche noi che Giovanni dovesse giocare lì solo che noi avevamo bisogno di un tappabuchi e lo piazzammo in quel ruolo"

Raccontaci l'esordio a soli 15 anni in serie D

"Era un premio che scegliemmo di dare al ragazzo per la dedizione che metteva in ogni seduta d'allenamento. Era super emozionato, forse l'avrò visto tre volte così nella mia carriera. Ho avuto la stessa sensazione vedendolo in tv con tanti giornalisti mentre stava svolgendo le visite per il Napoli. La stessa cosa l'ho riscontrata nel volto di Giovanni quando era in autostrada e decise di venirmi a trovare prima di andare a firmare in sede all'Empoli: era felice perchè aveva coronato il sogno di giocare in B. Figuriamoci ora che ha l'occasione di essere in una piazza come Napoli. Oggi l'ho visto come quel giorno dell'esordio a Lucca, un po' tirato come se fosse il primo giorno di scuola. Questo ragazzo in 18 mesi ha bruciato le tappe, ha fatto veramente una roba incredibile!"

Che famiglia è quella di Giovanni?
"Siamo vicini di casa nel senso che abitiamo a circa 6 km di distanza. Devo dire che la famiglia ha sempre assecondato la voglia di emergere del loro figlio. A tal proposito voglio raccontare un aneddoto..."

Prego
"Avendo vinto il campionato di serie D con la Lucchese, ritenevo che Di Lorenzo potesse avere dei margini di crescita importanti per altri palcoscenici: mi sembrava sprecato lasciarlo in C2. Per questo motivo volevo darlo in prestito per valutarlo. Giovanni doveva partire per un torneo a Parma da giocare con l'Udinese e le cose in quella competizione andarono anche bene. Mentre era lì a giocare, incontrai al calciomercato il presidente Foti della Reggina al quale chiesi due ragazzi della primavera calabrese. Parlando con Foti mi disse che mi voleva mettere alla prova e voleva il miglior prospetto della mia squadra. Senza indugio scelsi di mandare Giovanni a Reggio Calabria. Chiamai subito la famiglia di Giovanni che passò dall'andare a Udine al profondo Sud in un solo giorno: non fiatarono ed accettarono la scelta. Il trasferimento avvenne con la formula di un prestito con diritto di riscatto a 60mila euro"

Arriva il fallimento della Reggina e di colpo si ritrova senza squadra

"Era il 30 agosto, l'ultimo giorno di mercato, e venne da me a Pontedera per chiedermi consigli su cosa fare perchè in pratica nessuno lo voleva. Nel frattempo aveva già debuttato nella nazionale under 21 ed aveva fatto bene in B, non era uno sconosciuto per intenderci. Gli dissi chiaramente: "Giovanni da noi non c'entri nulla. Sei un giocatore troppo forte per la nostra dimensione". Gli consigliai allora, se non avesse trovato una squadra di B, di andare in una che punta a vincere in C. Si palesò il Matera del direttore sportivo Fernandez che contattammo e decise alla fine di tesserare Di Lorenzo. La cosa bella è che Giovanni all'epoca non aveva procuratore ed allora dovetti aiutarlo a firmare quel contratto con i lucani come se fossi un suo rappresentante. Vederlo ora con il Napoli fa un certo effetto perchè tre anni fa non sapeva dove andare a giocare e sono felice di averlo aiutato a ripartire. Mi meraviglio ancora oggi come nessun club da quel fallimento Reggina non abbia puntato sul ragazzo: davvero un mistero che non riesco ancora a spiegarmi"

Si dice abbia un carattere molto forte, un toscano doc...
"E' un ragazzo dalla faccia pulita, ma molto determinato in quello che fa. Ha sempre dimostrato grande voglia di emergere,  era già centrato a 15 anni nel voler fare questo tipo di vita"

Cosa dici ai tifosi del Napoli che hanno storto il naso all'acquisto di Di Lorenzo?
"Innanzitutto dico a Giovanni di avere pazienza perchè il salto è grosso e le pressioni sono sicuramente di più rispetto ad Empoli. Però questo è un ragazzo che ha grande carattere. E' uno, come si dice in gergo toscano, abituato a mangiare merda nel senso che a 15 anni ha fatto la valigia trasferendosi da Lucca a Reggio Calabria senza problemi quando il giorno prima sapeva di dover andare a Udine. E' uno che si è rimesso in discussione dopo il fallimento dei calabresi scegliendo Matera quando invece poteva stare in squadre dell'hinterland toscano per guadagnare più o meno le stesse cifre. Aveva percepito che andare lì in Basilicata era la scelta giusta perchè c'era una squadra ambiziosa che poteva lanciarlo nel calcio che conta così come poi è stato"

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